Derive

luglio 17, 2015 § Lascia un commento

Inizio della derive razziale, pogrom anti-migranti giacciono, nelle cellule occidentali della crisi. Quest’estate 2015, quest’estate storica (per la guerra, la psicosi anti-migrante che scorre nelle menti europei e la rimozione della fossa comune- Mediterraneo) rischia di segnare la derive storica verso il conflitto etnico. Arginarlo.

Notizia spaventosa dell’assedio a Quinto di Treviso a cento migranti senza luce (Cfr. Michele Serra sulla Repubblica di oggi, 17 luglio 2015).

Negazione

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La Negazione è uscita in inglese!

luglio 14, 2015 § Lascia un commento

Mio manifesto “La Negazione del soggetto migrante” è appena uscito in inglese: “The Denial of Migrants as Human Beings”.

http://www.amazon.com/THE-DENIAL-MIGRANTS-HUMAN-BEINGS-ebook/dp/B01108WR7E

Bombardare il mare

maggio 26, 2015 § Lascia un commento

Bombardare il mare. Bombardare il proprio mare.

Il mare legame con i popoli del Mediterraneo, il mare non violenza, fantasia, speranza. Onde blu verde dove si tuffano urlando di gioia i bambini d’estate e i corpi stanchi dei lavoratori, giochi, spruzzi, risate, pesci e baci, il mare, quello che lecca le nostre cartoline, i nostri piedi e le nostre menti. Il biologico rapporto biologico dell’essere umano con la propria nascita.

Come siamo giunti all’inizio di un nuovo secolo a tanta follia? Non si sa se più omicida o suicida – la distruzione di tutta la speranza sulla quale si fondava il progetto europeo? Perché precipitarsi, ancora, nell’istinto di morte? Dopo aver reificato, annullato l’immagine diversa del migrante uguale punto di vederlo come un “invasore nemico”. Stanno per bombardare i bambini profughi. Osiamo prima guardarli diritti nei loro occhi. Verdi, siriani eritrei afghani. Ma sarà la guerra degli schermi e dei droni rimossa nei deserti e nei porti sconosciuti e neri. Laggiù lontano in Africa.

Per rispondere e venirci in aiuto nell’oscurità, ci sarebbero libri-visioni, purtroppo alcuni non ancora disponibili in italiano, eppure, cruciali come il pane questi giorni. Penso al visionario “La vie innommable” di Michel Bounan (tradotto in italiano sarebbe “La vita innominabile”), che dopo aver spiegato i nessi della neo-coscienza anestetizzata svelava il passaggio storico alla violenza di massa. “A cosa dobbiamo oggi identificare la passività generale di fronte al prossimo olocausto?”, si chiedeva già nel 1993?

2015. Inizia la folle suicida mostruosa guerra, di un Europa che bombarda il proprio mare, il proprio luogo di vita di fantasia, azzera la storia di scambi millenari tra le due sponde del Mediterraneo. Si suicida. Già Aimé Césaire, nello splendido visionario Discorso sul colonialismo, annunciava che l’Europa sarebbe sparita nel proprio violento monologo.

C’è la responsabilità dei media, che falsificano la realtà dei lager in “campi di raccolta” e promuovono i deliri guerrafondai, l’“affondare i barconi”, senza analisi, senza verità. C’è la psicopatologia dei nostri cosiddetti governanti, che hanno perso ogni immagine interna di sé e dell’altro come essere umano, ogni immagine interna di umanità, di uguaglianza, di speranza. E vivono della distruzione altrui, della terra bruciata, delle rovine siriane, dei cimiteri migranti, degli annientamenti. Stanno per gettare l’Europa in un nuovo abisso.

E poi ci siamo noi, noi che abbiamo la possibilità di fermare questo nuovo orrore, di colmare oggi la fosse comune aperta sotto di noi, come fanno ogni giorno alcuni, nuovi, partigiani che raccolgono le chiamate di soccorso dai satellitari dei profughi in pericolo di morte nel mezzo del Mediterraneo. Ma tutti noi perché non riusciamo ad sollevarci contro i nostri “governi” malati? Come siamo giunti a rassegnarci, ad accettare oggi nel ventunesimo secolo – con tutta l’identità conoscenza esperienza intelligenza nuova e collettiva – questo nuovo dilagare del dominio del disumano? Quando invaderemo quelle stanze di morte del non-governo? Cosa ci impedisce e paralizza ? Siamo già troppo annichiliti dentro?

Se la giornata del 25 aprile avesse avuto bisogno di una carica di vitalità, sarebbe stata quella di indagare e interrogare questa nostra complicità con il disumano anti-migrante. Che ci portiamo con noi. Il riflesso degli schermi degli schermi, che strillano nel vuoto all’orrore, incapaci di pensare e reagire – a questa deriva totale – il cimitero per migranti.

La Negazione, il mio nuovo pamphlet appena uscito per Stampa Alternativa annunciava la guerra ai migranti, per aver negato l’emergenza di questo nuovo soggetto storico: il migrante. Bisogna uscire dalla cecità e dalla scissione, urgentemente. Ritrovare il proprio mare. È una questione collettiva e vitale.

La Negazione verso Torino

maggio 14, 2015 § Lascia un commento

Il Manifesto – 14 maggio 2015

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Chiavi migranti

maggio 10, 2015 § Lascia un commento

Geniale Chiharu Shiota.
Solo gli artisti intuiscono il mondo
Ciclone rosso
Barche sangue ma anche chiavi
Chiavi dei migranti per aprire il mondo

Chiharu Shiota

La Negazione sul Manifesto

maggio 9, 2015 § Lascia un commento

Il Libro – su Alias, Il Manifesto 09.05.2015

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Oltre il barcone

aprile 23, 2015 § Lascia un commento

Mentre queste ore il Consiglio Europeo, di fronte alla fosse comune del Mediterraneo, sceglie l’infame guerra contro i migranti, ritrovo nelle mie carte questo vecchio testo scritto il 4 dicembre 2011.

Oltre il barcone

Oltre il barcone
c’è un mondo intero
che ci sogna ad occhi aperti
ci sogna
illuso
sogna
quello che abbiamo sempre proclamato annunciato, detto
la nostra Repubblica, la nostra vita-pubblicità-supermercato che bello i nostri diritti umani, le nostre veline la nostra Rai e le nostre casette focolari

Miraggio occidentale.

Riesci tu a guardare oltre la punta della Calabria, la punta delle Puglia, per sentire più in là, l’Africa che muore e danza e freme
e lì, i Balcani cosi vicini
e più in là l’Asia intera che cammina?

Ragazzi afghani minorenni
nigeriane, ucraine
braccianti senegalesi
muratori romeni

Pagano loro l’occidentalizzazione del mondo

Approdano in questo mondo per essere inchiodati ai suoi margini, per vivere da esclusi
sopravvivere
derubati dai loro sogni
ridotti ai bisogni

Riesci a spingere il tuo sguardo oltre la Frontiera per vedere le mille faccette complicate di un’Africa tra guerre e povertà imposte. La nuova fame del capitale. La fame loro per il nostro benessere sovrabbondante carnefice

Riesci?
dietro al barcone affollato ad immaginare queste vite?
a spingere un po’ oltre il tuo sguardo?

Riesci?
dietro al barcone affollato ad immaginare le loro vite?
a spingere un po’ oltre il tuo sguardo?

Riesci?
Cecità
Europa mia
di pensare di fermare uomini
alle frontiere

a questa traccia invisibile della terra di tutti
Con campi, muri, fili spinati, armi, poliziotti e passaporti

Questi uomini
che
il tuo sistema di vita
La tua macchina, la tua autostrada la tua bibita sempre refrigerata accelerata
Civiltà ingorgata della loro nuova fame
fai venire
tu

Criminalità
Europa non più mia
di uccidere
uomini
alle tue frontiere

04/12/2011