Migranti: La percezione delirante

luglio 4, 2016 § Lascia un commento

Le dichiarazioni sugli “hotspot galleggianti”(Alfano) o sui “migranti da confinare sulle isole” (Sebastian Kurz, ministro degli Esteri austriaco), non dovrebbero sorprendere più di tanto. Sono nella stretta logica di una ormai palese percezione delirante che fa del migrante un invasore da “contenere”, rinchiudere e respingere. L’intera terminologia delle politiche criminogene migratorie europee degli ultimi anni sono fondate su questo vocabolario del contenimento. Se si è superato un livello verbale e di violenza del pensiero con la proposta di ricalcare il modello australiano di isole-lager nel Pacifico (varie volte condannato dalle organizzazioni dei diritti umani), in realtà quel pensiero è stato già applicato nel cuore dell’Europa. Con il Trattato con la Turchia_  isole-detenzioni per migliaia di profughi siriani o respingimenti illegali in Siria sotto le bombe. La logica si ripete oggi col Partnership Framework con i paesi terzi e il Migration Compact, che prevede investimenti nello sviluppo con paesi del Nord Africa condizionati a “precise obbligazioni” nella cooperazione in materia di sicurezza militare-poliziesca per “frenare i flussi” a tutti costi. Cioè accordi con le dittature sudanese, eritrea, gambiana e altre stati subsahariani che non brillano per il rispetto dei diritti umani per confinare migranti in campi-prigioni o per respingerli indietro. Giungono già allarmanti notizie dall’agenzia Habeshia e da Human Rights Watch di centinaia di rastrellamenti di profughi eritrei in Sudan e di deportazioni nelle celle di Afewerki. Cosa li succederà? Si sa, torture o sparizioni. L’espressione “gestione dei flussi” nasconde in realtà detenzioni e deportazioni mascherate in un’Europa che propina ormai politiche illegali – di negazione del diritto d’asilo e del diritto internazionale – dichiaratamente razziste, che, come ha ricordato di recente Barbara Spinelli “emulano le proposte della destre estreme”; (aggiungo), politiche potenzialmente eliminazioniste. Perché alla radice c’è la negazione dell’altro.

Bisogna invece interrogarsi d’urgenza sul riemergere di una percezione delirante in politica e che sta a due passi dal divenire psicosi di massa – con  la retorica della costruzione di una pseudo invasione, del ribaltamento di tutta la realtà migratoria in un discorso che ne annulla la realtà: “invasione” quando si tratta di numeri di rifugiati gestibili da paesi del G8, “accoglienza” mentre si tratta di detenzione, “soccorsi” quando si tratta di omissioni. Peggio, questa capacità di determinare l’opposto della realtà vera, non può che aver un significato politico regressivo: il volto del fascismo di natura nuova, che in Derive, avevo denominato  il «Fascismo della Frontiera». Ormai un fascismo anti-migrante globale, dall’Australia all’America di Trump.

Quel pensiero che annulla l’altro è alla radice delle reazioni belliche anti-migranti, come l’annuncio inglese di dispiegare la Marina per 20 Afghani trovati su un gommone nel Canale della Manica, l’invio di Navi NATO nel Mediterraneo, l’operazione Sofia o EUNavForMed (e più in sottofondo uno dei motivi del Brexit). E quanto sappiamo realmente delle vere dinamiche di training europeo alla guardia costiera libica per frenare le imbarcazioni – stracolme di persone? Soccorsi o speronamenti? Nell’ultimo rapporto sulla Libia, Amnesty denuncia respingimenti in mare e deportazioni indietro vero i lager libici.

Le centinaia di corpi che affiorano sulle spiagge libiche e le voci dei detenuti nelle celle libiche dicono altre cose: svelano uno sterminio in corso. Di migliaia di profughi intrappolati in Libia tra il rischio di venir respinti indietro, detenuto o di morire nel Mediterraneo.

Un’Europa che “fa il buio” di fronte al diverso, e ripropone l’annullamento dell’altro non può infatti che rischiare di riportare alla reinvenzione di un odierno annientamento razziale. Inoltre, porta alla direttam«possibilità del nazismo che può annidarsi in ogni rivoluzione che sia fatta con l’annullamento e la negazione di ciò che è», (Massimo Fagioli, Bambino donna e trasformazione dell’uomo).

Come meglio descrivere la patologica reazione europea odierna che nega completamente l’umanità di una massa di persone – illudendosi di frenarla, arginarla o fare come se non ci fosse – sperimentando soluzioni di respingimenti e sparizioni?

@Huffington Post, 4 luglio 2016

Annunci

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per luglio, 2016 su FLOREMY.