Regressione mondiale

febbraio 12, 2015 § Lascia un commento

Le parole sono state svuotate, sventrate. Nessun commento, nessun pianto, nessuna sentenza sembra poter ridare una coscienza all’Europa. La fosse comune sotto casa nostra, è ormai talmente profonda ed evidente che nessun la vuole vedere, né arginare. Le vittime – profughi annegati -, non sono solo i 350 di ieri, i 600 del 3 e 11 ottobre scorso a Lampedusa, ma anche le decine di migliaia di dispersi invisibili, non contati (secondo l’Unhcr sarebbero 3500 nel solo 2014); fatti annegare e che annegheranno ancora in quella faglia tra Africa e Europa, non di mare ma di politica.

Fatti sparire. Non da comodi “trafficanti di morte”, come media e Alfano & Co raccontano, ma da lucide scelte di burocrati e politici malati di mente: con la sospensione di Mare Nostrum e il ritiro delle navi di salvataggio, si è decisa l’omissione di soccorso a tavolino. Quei crimini contro l’umanità hanno responsabilità e nomi precisi che la Storia e il Tribunale Permanente dei Popoli stanno già indagando.

Su questo nuovo fronte bellico, le vittime sono profughi che avrebbero diritto alla protezione internazionale. Siriani, Eritrei che fuggono dalle bombe e dai lager libici, uccisi due volte. Interi territori che abbiamo contribuito a dilaniare si stanno svuotando nel mare. Come sangue. Centinaia di barconi sono schiacciati tra due fronti, trincee dietro di loro di fronte i respingimenti dell’Ue; per non menzionare nostri interventi fautori di disastri (aver destituito Gheddafi unico argine ai clan jihadisti in Libia,  aver lasciato accadere la distruzione totale della Siria e l’esodo di un intero popolo, ecc…).

Bisogna allora indagare l’epocale regressione collettiva, quella pulsione a non vedere, la complicità di fronte ad una sparizione di massa, che ci precipita pure noi in questa voragine di civiltà. Come spiegarla? Quale psicopatologia, quale malattia della psiche europea, ha potuto accelerarsi a tale punto di farci trovare di nuovo di fronte all’incubo? Bimbi sulle panchine di scuole, lo credevamo passato, circoscritto a quel periodo storico che non si sarebbe mai potuto ripresentarsi, che non si poteva non si doveva… Non si deve… ripetere.

@Left 12 febbraio 2015

 

 

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