Psicosi e Apartheid

novembre 17, 2014 § Lascia un commento

L’antifascismo dei corpi non basterà ad arginare la violenza razziale che sale. Non basterà l’interposizione materiale, i discorsi politici e mediatici che si fermano alla “guerra tra poveri”, alla “miseria della periferia”, ecc… ciechi per avanzare altre interpretazioni sull’emergenza del disumano, la psicosi caratteristica dei momenti di derive pre-fascista. Ci vorrà un antifascismo nuovo, delle menti.

Perché ovunque ormai in città, dai bar ai bus, circola come un virus una chiacchera, diventata velocemente leggenda: gli immigrati – “loro” – riceverebbero 30 euro a testa dallo Stato italiano (se la cifra è ufficialmente vera per i rari rifugiati politici a cui spetta di diritto l’asilo accolti in strutture, in realtà si disperde tra intermediari, cooperative, reti mafiose e non giunge nelle mani dei destinatari). Questa percezione è percezione delirante, capacità di determinare “l’opposto assoluto della realtà vera” (Massimo Fagioli).

La realtà vera sono i centinaia di profughi gettati per strada, degradati ad oggetti, derubati da sonno e sogni. Senza tutela o quando c’è una accoglienza limitata ai corpi, ai bisogni, negandogli l’uguaglianza. La realtà vera non è l’“invasione” ma la presenza di circa 3.000 di profughi assistiti nella capitale. La realtà vera sono le gabbie e i muri che rinchiudono quelle persone, perché nere, in un nuovo apartheid italiano, dove la segregazione in campi – micidiali educatori al razzismo – produce maggiore “alterità” e li adita come “diversi”. Da espellere.

Se non si fa d’urgenza un’indagine sulla violenza invisibile rannicchiata dietro i sempre più ripetuti assalti razzisti e i tentati linciaggi in Italia, non si capirà mai, come sia possibile oggi che una folla si scagli contro una manciata di bambini profughi scappati dalle (nostre) guerre, sopravvissuti a naufraghi. Non degrado di periferia andrebbe analizzato, ma “pulsione di annullamento” (Fagioli). Continuità diretta di una politica inumana che annuncia in diretta tv che i migranti con la fine di Mare Nostrum si lasceranno morire a mare, mentre noi, siamo complici di una sparizione di massa storica nel Mediterraneo e sulle nostre frontiere spinate.

Quella psicosi latente in tutta l’Europa, verso la reificazione e il buio, e di cui Tor sapienza è solo una tra le numerose irruzioni locali, se dovesse diventare di massa, avrebbe gli esiti politici regressivi che il secolo scorso ha già prodotto. Un neo-nazismo nuovo, anti-migranti, anti-rom, anti-diversi. Un nuovo “Fascismo della frontiera” (Fmy) che sarebbe, al meno ora, urgente vedere. Per curarlo, non basterà di certo fare come col sindaco Marino, nuovi capri espiatori.

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