La Società Psichicamente Malata

novembre 24, 2014 § Lascia un commento

I giornali dominanti sembrano scoprire solo oggi il razzismo, per immediatamente ridurlo a “degrado di periferia”, a “guerra tra poveri” (copertina dell’ultimo numero dell’Espresso), come se le analisi sociologiche fossero sufficienti a spiegare perché una folla da Tor Sapienza a Infernetto aggredisca 24 profughi minorenni. Mentre accadono veri e propri tentati pogrom nelle nostre città, il comodo e stra usato alibi della “crisi” non può più fungere da spiegazione alle derive. Tra i multi fattori, c’è certo la costruzione pluriannuale di una retorica pubblica anti-migranti, l’inadempienza della politica ad affrontare il tema delle migrazioni e dell’asilo (dovuto per leggi internazionali), i centri che isolano dietro i muri e sono micidiali educatori alla differenza, l’analfabetismo e, infine la crescita dell’estrema destra xenofoba in tutta l’Europa.

Ma oggi appare vitale andare più a fondo e interrogarsi sulla ri emergenza di un disumano in forma razziale. Prima di scagliarsi fisicamente contro inermi bambini neri, la folla aveva fatto “sparire” dentro di sé il rapporto al diverso da sé. Annullandoli. Quei aggressori razzisti devono essere analizzati nelle loro patologie mentale individuali, per aver perso la propria identità sana non cosciente ed i loro affetti. Ma sono soprattutto il sintomo di un difetto più generale della cultura stessa, reificata e che produce alienazione schizoide.

Fromm, già nel 1955 denunciava i molti che “rifiutano di ammettere che tutta una società possa essere malsana” (Psicanalisi della società contemporanea, psichicamente ammalata. Con un homo oeconomicus interamente schiacciato su una dimensione materiale, che ha smarrito il rapporto interumano e le proprie dimensioni non-coscienti.

Quella acuta psicosi anti-diversi che serpeggia non solo nelle periferie, è lo shock di ritorno di una intera cultura razionale che da sempre annullando la sanità della non-coscienza e la dialettica con il diverso da sé, riemerge come violento assalto all’identità migrante.

Come scriveva lo psichiatra Massimo Fagioli già su Left del 2008, <em>“Oltre alle ‘interpretazioni’ dei politologi, ho il pensiero che, invisibile, nella paura degli zingari, romeni, omossessuali, immigrati, carcerati, ci sia l’angoscia della parola Irrazionale, di ciò che non è ragione cosciente”.</em>

Psicosi e Apartheid

novembre 17, 2014 § Lascia un commento

L’antifascismo dei corpi non basterà ad arginare la violenza razziale che sale. Non basterà l’interposizione materiale, i discorsi politici e mediatici che si fermano alla “guerra tra poveri”, alla “miseria della periferia”, ecc… ciechi per avanzare altre interpretazioni sull’emergenza del disumano, la psicosi caratteristica dei momenti di derive pre-fascista. Ci vorrà un antifascismo nuovo, delle menti.

Perché ovunque ormai in città, dai bar ai bus, circola come un virus una chiacchera, diventata velocemente leggenda: gli immigrati – “loro” – riceverebbero 30 euro a testa dallo Stato italiano (se la cifra è ufficialmente vera per i rari rifugiati politici a cui spetta di diritto l’asilo accolti in strutture, in realtà si disperde tra intermediari, cooperative, reti mafiose e non giunge nelle mani dei destinatari). Questa percezione è percezione delirante, capacità di determinare “l’opposto assoluto della realtà vera” (Massimo Fagioli).

La realtà vera sono i centinaia di profughi gettati per strada, degradati ad oggetti, derubati da sonno e sogni. Senza tutela o quando c’è una accoglienza limitata ai corpi, ai bisogni, negandogli l’uguaglianza. La realtà vera non è l’“invasione” ma la presenza di circa 3.000 di profughi assistiti nella capitale. La realtà vera sono le gabbie e i muri che rinchiudono quelle persone, perché nere, in un nuovo apartheid italiano, dove la segregazione in campi – micidiali educatori al razzismo – produce maggiore “alterità” e li adita come “diversi”. Da espellere.

Se non si fa d’urgenza un’indagine sulla violenza invisibile rannicchiata dietro i sempre più ripetuti assalti razzisti e i tentati linciaggi in Italia, non si capirà mai, come sia possibile oggi che una folla si scagli contro una manciata di bambini profughi scappati dalle (nostre) guerre, sopravvissuti a naufraghi. Non degrado di periferia andrebbe analizzato, ma “pulsione di annullamento” (Fagioli). Continuità diretta di una politica inumana che annuncia in diretta tv che i migranti con la fine di Mare Nostrum si lasceranno morire a mare, mentre noi, siamo complici di una sparizione di massa storica nel Mediterraneo e sulle nostre frontiere spinate.

Quella psicosi latente in tutta l’Europa, verso la reificazione e il buio, e di cui Tor sapienza è solo una tra le numerose irruzioni locali, se dovesse diventare di massa, avrebbe gli esiti politici regressivi che il secolo scorso ha già prodotto. Un neo-nazismo nuovo, anti-migranti, anti-rom, anti-diversi. Un nuovo “Fascismo della frontiera” (Fmy) che sarebbe, al meno ora, urgente vedere. Per curarlo, non basterà di certo fare come col sindaco Marino, nuovi capri espiatori.

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