Desaparecidos Mediterranei

ottobre 27, 2014 § Lascia un commento

Davvero difficile pensare che la politica sia ancora “politica”, che non sia solo una scia di decisioni umanamente inaccettabili, percezioni deliranti, meri deliri. Mentre la Libia si rovescia nel mare, la Siria (interamente) sfollata cerca riparo, ragazzi Palestinesi sfuggono dallo sterminio, l’Africa fugge e attraversa, bambini e donne (quando non annegano) rimangono aggrappati agli scogli, e i morti noti sono già migliaia in una fosse comune, colpisce l’orrore della decisione del governo italiano di sospendere “Mare Nostrum”. Ovvero, dopo aver dichiarato tutto e il suo contrario, aver salvato e poi annegato, si dichiara pubblicamente in prima Tv serale, la sopensione dell’operazione, leggere: l’ommissione di soccorso volontaria, la violazione delle convenzioni internazionali, in altre parole “Lasciamoli annegare” (come già anticipava alcuni mesi fa la copertina di Left). Senza contare la regressione etica collettiva in cui questa decisione ci fa tutti precipitare: complici di una politica di desaparición.

Nel caso di questi migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa, si può infatti parlare di nuovi “desaparecidos”, come li ha nominati non a caso il comitato “Giustizia per i nuovi desaparecidos”, di cui portavoce è Enrico Calamai – l’ex viceconsole italiano di Buenos Aires, noto per aver salvato oltre 300 persone dalla dittatura militare argentina. Il comitato chiede la convocazione di un Tribunale Internazionale che offra alle famiglie dei migranti scomparsi testimonianza e rappresentanza; contribuisca ad accertare le responsabilità e le omissioni di individui, governi e organismi internazionali; e fornisca uno strumento per l’avvio di azioni davanti agli organi giurisdizionali nazionali, comunitari, europei e internazionali. E’ infatti in corso uno sterminio “nascosto”, dove i corpi sono fatti scomparire (nel mare) e la strage viene gestita a colpi di propaganda (Frontex, Triton e salvataggio) in maniera tale che l’opinione pubblica non riesca a prendere coscienza, mentre in realtà è in corso una guerra frontale ai migranti. Speronamenti, respingimenti.

Allorché l’indignazione diffusa rischia di essere imprigionata nella sua espressione digitale, lo schermo delle neo-coscienze troppo spesso per essere scalfito, questo sforzo collettivo per ricostruire la verità, sanzionare i responsabili e rendere giustizia a vittime e familiari, è una luce per uscire dalla negazione. Noi dobbiamo cercare di vedere.

Andare oltre la questione migratoria, oltre il caos geopolitico, oltre la cronaca per cercare la radice di questo disumano: cercare di vedere quello che può motivare nella mente di quelli che dicono di governarci, una tale decisione. Per capire davvero cosa succede alla nostra fine di civiltà, marcata da razzismo istituzionale, eliminazione di altri uomini, di rari nantes – futuri desaparecidos: un nuovo eliminazionismo è in atto nel Mediterraneo.

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