Pestaggi di Profughi Siriani

ottobre 14, 2014 § Lascia un commento

Nel Centro di Sant’Anna di Crotone, che dovrebbe essere un centro di accoglienza, venerdì e sabato scorso alcuni Siriani appena sbarcati a Isola Capo Rizzuto sono stati picchiati per aver rifiutato il rilievo delle impronte digitali. Dopo mesi di relativa “elasticità” nei confronti di profughi siriani e eritrei che volevano raggiungere parenti a Nord e solo transitare per il belpaese, la polizia italiana ha ricominciato a prelevare le impronte con l’uso della forza, a profughi stremati. In questo caso, si trattava di 124 uomini salvati sulle coste di Isola Capo Rizzuto, tra cui circa 32 donne e 21 bambini, arrivati a bordo di un veliero direttamente dalla Turchia. Nonostante una settimana in mare, privati per giorni di cibo e acqua, di fronte al prelievo coatto, i profughi hanno intrapreso un’azione di protesta con uno sciopero della fame. “Siamo a Guantanamo, si stanno comportando con noi come se fossimo dei cani… hanno svegliato un ragazzo colpendolo… ora ci stanno prendendo uno ad uno…”, racconta in un audio ripreso dal cellulare e poi messo in rete, un padre siriano sulla cinquantina, palesemente terrorizzato. E ancora parole agghiaccianti: “spaccheremo le mani e le dita se non rilascerete le impronte, da cui non uscite”. I rifugiati denunciano anche le pessime condizione igieniche-sanitarie, con i pavimenti e i bagni del centro sudici e al limite della decenza. «Nell’audio diffuso in rete si sente dire ad un uomo che vuole essere riportato in Siria, che i poliziotti si comportano da razzisti», conclude l’attivista Nawal di Catania.
Appena un mese scorso, nelle stesso centro è morto un profugo pachistano in circostanze oscure ancora da verificare e nel Cie della stessa struttura un’altra morte il 10 agosto 2013 di un marocchino di 31 anni in circostanze sospette. Già nel passato il Centro Sant’Anna di Crotone era finito nel mirino delle organizzazioni che difendono i diritti umani, per le tremende condizioni di trattenimento, e nel 2012 dopo una rivolta di detenuti un migrante era stato assolto dal giudice, per avere agito “per legittima difesa”.
I maltrattamenti di Crotone sono da collegare ad un altro fatto di violenza avvenuto nella notte del 6-7 Ottobre scorso al posto di frontiera dell’aeroporto di Roma Fiumicino, dove dieci Siriani sono stati pestati, dopo giorni di detenzione protratta, nei quali hanno subito la negazione di cibo e una costante pressione psicologica. Un testimone racconta al telefono di sangue colato da quelle stanze e andirivieni di ambulanze e medici nel terminale. Si deve anche aggiungere il respingimento di una ragazza siriana gravemente ammalata di cancro e che con il marito già asilante in Svezia cercava di entrare in Europa per curarsi. La ragazza è stata separata dal marito e rispedita in areo verso la Turchia. Il marito, arrestato con l’accusa di essere un trafficante, ma già in possesso di regolari documenti svedesi e quindi rilasciato, racconta: “Pensavamo di essere arrivati all’aeroporto di un paese arabo e non nella civile Europa. Non mi hanno fatto mangiare per due giorni e se volevo accendermi una sigaretta dovevo darne una anche al poliziotto che me la faceva accendere. Ho dormito in piedi perché non c’erano sedie e non si poteva stare sul pavimento. Hanno preso la valigia di mia moglie con tutte le cose nuove che una neo-sposa porta con sé. Ho visto che picchiavano una donna e pensavo fosse mia moglie e così ho cominciato a sbattere le testa contro il vetro urlando…” .
Già prima dell’avvio ufficiale ieri, l’operazione congiunta di polizia Mos Maiorum orchestrata dal Ministero dell’Interno contro i migranti irregolari, – una maxi-retata – ha iniziato a Crotone a ai valichi di frontiere, con botte e legnate.

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