Per un ciclista indiano

giugno 13, 2012 § Lascia un commento

Sei di nuovo finito tra le brevi, ciclista.

eri indiano, bracciante, stagionale,

uno che suda al nero nei campi nostri, per pomodori rossi,

come il tuo sangue, su quella strada stretta senza pista ciclabile,

dove sfrecciano indifferenti automobilisti e camionisti ammalati di inutile velocità,

quella strada si sa è pericolosissima mortale, ma per te, vitale come il pane,

su quella strada, solo poveri sfruttati vanno in bici, come in un vecchio film lotta di classe anni ‘50,

oggi su queste strade pedalano i clandestini,

non fanno consenso elettorale, ci sarebbe pure una legge un Parlamento per la mobilità ciclistica, ma questi vanno lasciati senza tutela, chissenefrega dei clandestini? Uccisi da una retrograde violenta politica,

anaffettiva,

 profitti solo vede gli esseri umani mai

Medioevo Italia,

dove è meglio dopo i campi, fare ancora sudare uomini stanchi con la schiena a pezzi su sgangherate bici

dopo il lavoro barcollano gli indiani

sorpassati a mille da enormi tir che non usano i freni e la mente,

anzi accelerano perché si sa la merce è mobile

veloce deve accumularsi in immensi magazzini di questo supermercato-società,

veloce, incartata, protetta, più dignitosa della tua vita ciclista

Indiano

Ciclista.

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