mente e pedali

maggio 16, 2012 § Lascia un commento

 

Ieri è successa una cosa bella. A un incontro sul razzismo nei media, sono arrivati “biciclettando” e leggeri, i compagni della bicicletta, di quell’avventura nuova nata con #salvaiciclisti (degli “amici” che vanno in macchina, nessuna traccia…). E rifletto, ma allora i ciclisti non s’interessano solo di bolloni, telai e piste ciclabili? Di sicurezza e di ciclabilità, ma d’immigrati, xenofobia, diversità, paura, media, telegiornali, lampeggianti blu, propaganda, politica, stile di vita, comunità, convivenza, nonviolenza, cambiamento, movimento, rivoluzione, trasformazione… Cittadini aperti su cosa succede nella società, intorno a loro, come se facessero corpo con l’ambiente. Perché quando vai in bici, ti nascono nuove antenne, del corpo, davanti, sul fronte, ti nasce come una seconda pelle sottile, un vedere diverso: senti… e le tue antenne sono frementi in cerca di segnali… Più curiosi e più vigili. Quelli che se un giorno dovesse tornare il neofascismo nazionalistico violento, troveremo, lo sento, dalla parte giusta, anche al costo della propria pelle, sono abituati a giocarsela. Resistenti nuovi in bici. Perché andare in bicicletta, non è solo movimento del corpo, è apertura della mente. Liberazione dai conformismi, dalle abitudini mentali, da tutte le imposizioni del potere e delle gerarchie, libertà. Respiro politico. Su quei ciclisti, dico, ci si può contare. Il giorno della resistenza nuova, so che ci saranno loro, per strada, insieme alle loro biciclette. Mai rassegnati, sempre ribelli, a pedali.

 

Annunci

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per maggio, 2012 su FLOREMY.