Tentato pogrom anti Rom e cristiana verginità

dicembre 11, 2011 § Lascia un commento

“Sono stati i Rom”, “erano stranieri, puzzavano”. La menzogna deve coincidere con la narrazione dominante, gli stranieri sono tutti “delinquenti” , i rom “stupratori” e le città “zingaropoli”. Le parole d’ordine leghiste e le decennali campagne di criminalizzazione dei Rom ovunque in Europa, dalla Francia all’Italia, hanno fomentato un’antica intolleranza. E cittadini di Torino hanno dato fuoco al “campo” della Continassa  – ostacolando persino, da alcuni racconti, il lavoro dei vigili del fuoco – in un tentativo di linciaggio degli zingari. Immagine orrenda di una storia che credevamo passata. Un rogo, i cori nazi-fascisti, l’eliminazione del diverso. Un disumano contemporaneo.

Non è certo corretto usare il termine di “pogrom”, perché non c’è né persecuzione né massacro sistematico, ma si sceglie qui di usarlo per ricordare che alla radice di quella spedizione c’è l’odio contro una minoranza specifica (un popolo, in realtà). Per cercare di vedere quella dissociata violenza che è diventato il pensiero diffuso anti-rom nel Paese. La percezione delirante, l’annullamento dell’altro. Ma per i media, in generale, l’accaduto è ridotto a mero “disagio di periferia”, “frustrazione economica” e sfogo di “ultrà da stadio”, come si legge nei pallidi commenti , che hanno già dimenticato i fatti di Ponticelli e l’omicidio Reggiani. Non si potrà dare, invece, una lettura psicologica e di lunga prospettiva storica; caratterizzare questa violenza come un atto razzista a tutti gli effetti? Come l’agghiacciante segnale dei sentimenti sotterranei che serpeggiano nel Paese: il suo stato di malattia avanzata.

A ciò si aggiunge la tristezza di venire a sapere di una ragazza al suo primo rapporto sessuale, che invece di provare una silenziosa gioia per la realizzazione di un’identità di donna, caricata da cattolici sensi di colpa e deliri di un’anacronistica verginità, s’inventa un altro delirio: quello di aver subito uno stupro. Dovrebbe fare riflettere il devastante impatto dell’antica negazione cristiana della donna sulla salute mentale di ragazzine di oggi… Ma intanto il tema è quella accusa ai danni dello straniero, del Rom. Era già successo che giovani senza peli sulla faccia, ma con l’odio del diverso nel cuore, scagliassero accuse criminali contro sconosciuti. Sfogo di un mondo interno disumanizzato. Sono già avvenute le stesse notturne caccie all’uomo, in un paese “europeo”. Ma è troppo superficiale anche parlare di raid-raptus, perché l’attacco era stato annunciato, con volantini nelle buche della posta delle Vallette che incitavano alla violenza. Pianificato. Costruito, da chi inculca il fantasma del diverso da sé. Bisogna indagare perciò le gravi responsabilità culturali della politica e dei media degli ultimi anni. Perché l’odio del diverso non nasce insieme all’essere umano. Quanto invece fa rabbrividire che quell’identità di ragazzina avvelenata nell’inconscio, sia sintomatica dell’odierna regressione italiana.

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