Il suono del rifiuto

luglio 3, 2011 § Lascia un commento

Sinistra non sprecare la voglia di cambiamento espressa nella vittoria e nel tam tam del referendum, da noi e da altri, con le varie Onde di protesta europee. Ascolta, recepisci il suono di un rifiuto collettivo della distruttività del sistema capitalista; un “no” che vuole l’essere umano come principale e unico valore in una società nuova, a vera misura di donne bambini e migranti. Si sta infatti dissolvendo il sistema fondato sulla mercificazione che ha governato le nostre vite, prodotto violenza interumana e diffuso annullamento dell’altro diverso. Un chiaro rifiuto al moloch del consumismo competitivo e al mors tua vita mea ufficializzato si costruisce ogni giorno nel laboratorio di invenzione dal basso, fatto di scambio di saperi, nuova agricoltura e mobilità lenta: nei mille pollini in fermento della società post-capitalista…

Ovunque è in corso una sotterranea ma potentissima aspirazione verso una civiltà nuova, nonviolenta e creativa, dove la cooperazione interumana è innata (Rifkin) e la democrazia è partecipativa (Michael Albert). Guardate le immagini della rivoluzione spagnola e di Piazza del Sole, nata spontaneamente e pacificamente (con rappresentanza autonoma, riciclaggio, orto biologico e parco giochi per bambini). Creatività dell’autogestione.

Come se la cittadinanza ribelle fosse più avanti della politica, avendo maturato anche il rifiuto della lunga storia dell’“istinto di morte” e avesse una radicale nuova visione, “quella di diventare davvero umani” (Raoul Vaneigem). Si intuisce che l’occidentale post-capitalista è in cerca di un’“altra” realizzazione, non più unicamente produttiva, ma interna: quella della sua fondamentale e naturale “capacità di immaginare”. Ma perché la sinistra sia parte di questa storia dovrà ribellarsi, cambiare bussola culturale, per non essere “prassi cieca, prassi che obbedisce all’ideologia dominante, prassi che fa ribellismo e non rivoluzione ovvero trasformazione reale.”(Massimo Fagioli, Bambino donna e trasformazione dell’uomo).

La vera battaglia della sinistra oggi è quella di estirpare il suo antico ma radicato pensiero razionale e neomarxista – che l’ha portata a teorizzare l’uguaglianza solo sul piano materiale, pensando che il mero mutamento dei rapporti di produzione avrebbe realizzato una nuova identità sociale; senza essersi mai interessata all’essere umano nella sua totalità, fatto di psiche e di inconscio! La sua lotta sarà di scoprire e capire che la vera identità umana non è la ragione di Platone, come ci insegnano padri e professori, ma è “irrazionale” (che non ha niente di animalesco), anzi fonte infinita di creatività e sanità mentale. Per inventare un socialismo nuovo, non solo dei bisogni, che si ispiri al pensiero senza coscienza.

Una sinistra davvero nuova dovrebbe avere la certezza che non esiste trasformazione sociale che sia materiale, come scrive Massimo Fagioli: “la proposizione di trasformazione si pone soltanto nei riguardi della realtà psichica umana adulta (…). Qui il ciò che è può essere rifiutato radicalmente, per una trasformazione completa dell’esistente”. Per noi non è più ora di criticare né di diagnosticare i mali del sistema, ma di essere noi stessi diversi – essendo diversi nei rapporti e nei affetti – l’alternativa vivente e concreta a esso sistema. La trasformazione in corso è nella mente, perciò richiede una psiche nuova.

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