Mediterraneo indifferente

giugno 11, 2011 § Lascia un commento

Ipocrisia complice. Lasciare il destino di centinaia di uomini, donne e bambini, in balìa di meteo avverso, barconi stipati, scafisti senza scrupoli… e dittatori.

Come mai non ci si raggela la coscienza, nel sapere della sparizione di migliaia di esseri umani nel cuore di un Mediterraneo saturato di radar, satelliti, controlli, e pattugliamenti? Come racconteremo e spiegheremo alla Storia, questa nostra disumana complicità passiva di aver saputo ampiamente di questa strage, ormai assai documentata, senza aver reagito? Che nome le darà, la Storia stessa?

A parte le voci della società civile, regna il silenzio completo, anche dei leader della sinistra, come se latentemente si accettasse come “normale” quella morte certa (nei viaggi dalla coste libiche, un morto ogni 11 migranti). E’ lasciare morire o… “lasciare eliminare”?

Non smette di interrogarci atrocemente questa deriva antropologica europea… Cosa succede negli strati più profondi – invisibili – della nostra psiche? Sarebbe utile indagare come un’accanita propaganda (“clandestini” uguale “criminali”) abbia insinuato, forse persino radicato, la velenosa idea di due umanità disuguali, come riassumeva precisamente Lidia Ravera sull’Unità del 7 aprile con il suo “Diversamente umani”. Capire come il termine di “clandestino” sia progressivamente venuto a significare: quelli di cui possiamo disporre a libero piacimento, rinchiudendoli, respingendoli, deportandoli…

o lasciandoli scomparire nel mare…

Ci si scandalizzerà, forse, ad osare un timido paragone tra cosa succede nel Mediterraneo e una fossa comune, una specie di silenziosa “sparizione”. Ma come analizzava con estrema lucidità Massimo Rendina, in una mia recente intervista, oggi i migranti sono quelli che noi (bianchi) europei decidiamo arbitrariamente di “espellere” dal genere umano… Parola di partigiano, materia di riflessione. Solo una negazione dell’umanità di “altri” – dell’irriducibile uguaglianza psichica alla nascita di “tutti” – può forse spiegare questa tragedia nel Mediterraneo: un enorme “annullamento”, che scava nel cuore della nostra Storia. Un abisso.

@floremy, “Subito corridoi umanitari dalla Libia”  su Agenzia Radicale,10/05 sull’Unità 15/06

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