Apocalisse culturale a sinistra

febbraio 18, 2011 § 1 Commento

E’ triste un’opposizione che si piega all’agenda di un potere decadente e tenta di costruire la fine del berlusconismo sul letto del medesimo – con un’ennesima spettacolarizzazione del “rubygate” – incapace di inventare una vera alternativa. Ma è anche pericolosa una cosiddetta sinistra che, pur di far cadere B. e iniziare le riforme per il Paese, fa allegra alleanza con la Lega. Si rabbrividisce a leggere l’intervista rilasciata da Bersani alla Padania il 15 febbraio scorso, dove, oltre ad una atroce operazione di “lavaggio” della Lega da ogni razzismo (sic!), la si definisce come l’“altra faccia del Pd”, essendo i due partiti “due forze autonomiste e moralizzatrici”…

Se non si era già abbastanza capita la deriva identitaria di un’agonizzante sinistra, oggi diventa paradossalmente necessario ribellarsi contro la sua complice e tragica ignoranza storica.

La Lega è un partito conclamatamente xenofobo che, malgrado quello che ne dica il Pd, non solo ha dato fondamenta alla delirante scuola di Adro, coperta di “svastica verde” (come titola il libro-allarme sul Lato oscuro del Va’ pensiero leghista di Walter Peruzzi, Gianluca Paciucci – Ed. Riuniti), ma ha radicato e legiferato, in una serie di norme comunali, violente discriminazioni sulla base di origini “non padane” (razzismo su base etnica).

Bersani, studia la lista dei “piccoli” provvedimenti dei sindaci leghisti,  apparentemente “innocui”, ma che lentamente innervano il Paese di una mostruosa visione di due umanità distinte e da tenere separate… La lista è lunga: “bonus-bebè” per coppie di soli italiani (Morazzone e province di Brescia, Bergamo, Varese), la schedatura degli appartamenti per scoraggiare la residenza straniera (Gavardo), il “Natale bianco” senza “clandestini” (Coccaglio), il numero verde per denunciarli (Cantù, Como), i rastrellamenti di migranti senza biglietti nei bus (Milano), le spie nel pronto soccorso per denunciare pazienti irregolari (Venezia Giulia), la reclusione dei rom nei campi (ovunque)… Non ti ricorda niente, Bersani? Perché forse è ancora tempo di risvegliarsi da una incomprensibile cecità di fronte a questo cancro culturale, che scava nel cuore dell’Europa, che discrimina, espelle, respinge ogni diversità e pianifica, con il suo crescente esercito di partiti di estrema destra, una regressione nel peggiore stile anni ’30….

La questione che solleva questa grave dissociazione mentale di certa sinistra è se essa sia più capace di distinguere l’umano dal disumano. La vitalità dalla reificazione, la nonviolenza dalla violenza. Apparentemente no, e se non ne è capace è per non essersi mai interessata alla psiche e alla storia dell’inconscio: per essere sempre sfuggita a un discorso psicopatologico sulla malattia mentale e sulla sua cura; per non aver mai cercato di capire il discorso non cosciente sulle “pulsioni” all’origine della xenofobia (in particolare la ben nota “pulsione di annullamento”, scoperta dallo psichiatra Massimo Fagioli).

Come diceva (e idea per cui lottava quotidianamente) il mio caro amico psichiatra, psicoterapeuta e intellettuale Roberto Altamura, deceduto troppo presto di recente: “Per poter “vedere” e fare un vero “rifiuto” del disumano psicopatologico in forma collettiva nella storia dell’uomo, la sinistra (quella “non alterata”) deve urgentemente conoscere le pulsioni e la violenza invisibile (interumana e quindi curabile) come teorizzata nella Teoria della Nascita di Massimo Fagioli (…) Perché la tanto discussa “identità” della sinistra sta in questo: lottare contro la malattia collettiva e praticare una “contro-cultura” sana e capace di risanare” e non, cioè, caro Bersani, nell’essere complici del cammino verso l’“apocalisse culturale”.

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