Grecia. Il muro della falsa coscienza

gennaio 7, 2011 § Lascia un commento

Un futuro muro greco alla frontiera con la Turchia per fermare i migranti; come il muro d’Israele eretto contro i palestinesi, o quello nord-americano contro i messicani. Una cosa mai vista in Europa, che purtroppo è solo la materializzazione della vera “psicosi” anti-migranti che si è impadronita del nostro vecchio continente. Questa muraglia da antichi imperi che si credevano “assaliti”, dovrebbe far suonare definitivamente il campanello d’allarme per quelli che, politici o cittadini, sognavano un’altra storia, un 21° secolo nonviolento e multietnico.

Questo muro, sorvegliato con le armi, verrà invece ad aggiungersi alla lunga lista nera di “espulsioni” e “deportazioni” (ormai diventate “normali” temi elettorali), di missioni Frontex e di partiti di estrema destra, ormai non più piccoli gruppi di estremisti, ma assi portanti di interi governi. Dalla cacciata dei rom in Francia, ai respingimenti italiani, fino alla vittoria del sì al referendum anti-stranieri (rappresentati come “pecore nere”) in Svizzera…

Ovunque: svuotamento del significato del “diritto d’asilo” in Europa, nuova fortezza consumista per soli bianchi. I migranti ormai associati a un “mondo buio e ostile”, sono in pochi decenni diventati capri espiatori, caricaturati nei discorsi e su manifesti fotocopia di quelli degli anni ’30.

Un’Europa senza fantasia, fantastica pulsionalmente un “clandestino” minaccioso pronto a entrare illegalmente, a commettere reati. Siamo in piena “falsa coscienza” e forse al cruciale nodo che la fa passare da “diffusa” a “ideologia”, cristallizzata e violenta: analisi visionaria, questa, di un geniale e purtroppo dimenticato Josef Gabel.

Che, già prima della seconda guerra mondiale, evidenziava nell’ideologia razzista una struttura schizofrenica, una “forma delirante di etnocentrismo”, “una percezione delirante reificata e anti-dialettica della minoranza in gioco”. Analisi che grida attualità: non siamo oggi in piena reificazione (il “migrante illegale” come categoria), senza alcuna reale dialettica di conoscenza? Peggio, non siamo all’espulsione fisica, fuori delle frontiere-muri dell’Europa, di ogni “diversità”?

I media e la sinistra, incapaci di vedere nel profondo la gravità dell’invisibile in corso, mugugnano deboli parole, complici della deriva verso l’ormai sempre più probabile “abisso culturale” profetizzato da Ernesto de Martino.

Forse la ragione è da cercare nel fatto che razzismo e nazi-fascismo non sono mai stati davvero capiti in profondità, con un discorso sul non cosciente delle “pulsioni”, in particolare quella “pulsione di annullamento”, scoperta da Massimo Fagioli, che appunto porta ad annullare l’umanità dell’altro. E potrebbe essere utile per capire perché si arrivi ad architettare piani così “malati”, nel cuore dell’Europa.

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