Psiche e Amore

dicembre 6, 2010 § 1 Commento

Amanti irrazionali attraverso la storia orale

E’ al buio, di notte, che si abbracciano gli amanti; e il principe sempre sconosciuto deve rimanere. Attraverso i millenni, la favola più antica del mondo, Amore e Psiche, è stata trasmessa da rapsodi e cantastorie, dall’Hindustan, per approdare in Sicilia, attraverso i monti persiani e berberi e ambientarsi nei glaciali freddi scandinavi. A volte Cupido è orso, a volte cavallo, serpente, lupo: animale di giorno, ma sempre bellissimo uomo di notte. Ma in ogni favola la ragazza infrange il patto segreto tra di loro, brucia la pelle del suo amante per spiarne le fattezze di nascosto e sempre il principe sparirà, sempre lo perde. Perché l’amore non sopravvive alla ragione e all’invidia.

Come variazioni musicali sullo stesso tema, esistono ben 19 versioni dell’antica favola di “Amore e Psiche”, raccolti nel bellissimo volume a cura della studiosa di storia del folklore e della letteratura di tradizione orale, Annamaria Zesi, pubblicato da ‘L’Asino d’oro’; sulla copertina bianca svolazza una farfalla rossa intorno ad un’immagine maschile (disegnate dallo psichiatra Massimo Fagioli). Respiro, alito, soffio vitale in greco, “psyché” si carica di significato e diventa perdita di coscienza, immagine, sogno. Farfalla, com’era già rappresentata in epoca etrusca in uno scarabeo alato, sotto le vesti di una ragazza con le ali. Una figura dell’inconscio. Prima di essere modificata in ragione da Platone e dalla filosofia, venir cancellata, e nascondersi per millenni nel fiume sotterraneo delle storie orali.

Il volto dell’amante non si deve né svelare né scoprire; il suo nome non nominare, come se il “logos” e le definizioni fossero nemici dell’amore. All’opposto della tradizione religiosa che ha il “Verbo per principio”, l’amore profano tiene alla sua misteriosa indicibilità, irrazionalità. Altro punto comune a tutte le favole, l’invidia dei parenti che tramano invisibilmente e le dure prove da superare dalla ragazza che supera la pubertà, per ricongiungersi all’amante. Attraverso secoli e geografie lontane è in realtà declinato l’eterno rapporto “uomo-donna”, un dato che permette di pensare che invece di una storia itinerante, la fabella sia nata spontaneamente in vari luoghi e vari secoli, dalla fantasia popolare e collettiva.

Apuleio nel II sec. a. C raccolse questi canti-racconti vagabondi e li traspose nella prima forma letteraria conosciuta; come testimoniano vari studi filologici, il suo racconto avrebbe persino un’origine greca, a sua volta interpretazione di un mito orientale, persiano o sanscrito. Dice che è nell’identità invisibile, quella della notte, tra inconscio e sogni, che si possono amare i ragazzi e Psiche realizzare la sua piena identità di donna. Una vera e propria “protagonista – come analizzava il professor Massimo Fagioli alla presentazione del libro alla Fiera “Più libri, più liberi” – come non sarà mai più dopo l’arrivo di Platone e del logos occidentale”. Aggiungiamo, dopo la sua cancellazione dalla cultura maschile, cattolica e razionale. E’ nei tesori dei saperi antichi che giace ed è da riscoprire, quest’idea di donna libera per farla volare, libera

Annunci

Tag:, ,

§ Una risposta a Psiche e Amore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Psiche e Amore su FLOREMY.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: