Bicicletta e fantasia

novembre 10, 2010 § 1 Commento

Una macchina che ti travolge, in bicicletta. Quanti morti ci vorranno per fare emergere alla coscienza collettiva questo traffico-killer? Di pedoni e ciclisti soprattutto, quelli che scelgono la lentezza, la vitalità e la leggerezza e attraversano la città come elfi. La bici, mai come oggi, è l’unico mezzo sostenibile, rifiuto della “coazione masochista a ripetere” l’istinto di morte:  persone auto-ingabbiate, traffico-sfogo di tutte le frustrazioni, prepotenza di narcisi nombrilisti pronti all’acceleratore. La nostra strada, la nostra unica agorà…

Non muori, però come lo vorrebbe la cultura antica, per “destino”o per “fatalità”, solo per i buchi o i sampietrini (anche se vere strade sarebbero urgente). Muori perché bolidi disumani ti vengono addosso, in modo sempre più veloce purché risparmiare un minuto sull’orario del lavoro “sacro”. Premono l’acceleratore, persino sulle strisce. Come se “non ci fossi”. Non sono “cieci”, ma “non ti vedono”. Annullamento criminale. Muori per la malattia altrui (a volta sotto gli occhi stessi della polizia), nel silenzio di tutti; come se una strada omicida fosse una specie di accettata “normalità”. Eppure nel corso degli ultimi anni, statistiche e studi dell’Istat sulla sicurezza stradale dicono della gravità della strage e del drammatico aumento degli incidenti causati da pirati.

Ha infatti ancora senso nel 21e secolo (sic!), con tutte le tecnologie e invenzioni in materia di mobilità creativa che caratterizzono altre capitale europee, subire quell’anacronista violenza? Facciamo un urgente salto di pensiero! Pensiamo la città come bene comune, come “rapporto”, inventiamo una città-bambina, una città-fantasia, una città-incontro, una città-respiro… Rispolveri la tua bici, vagabonda e poetica, che permette riscoperta dell’altro e nuove relazioni umane, (come scriveva l’antropologoMarc Augé nel un recente saggio sulla bicicletta). Un colpo di pedale per strappare la città a quest’assurda paralisi, mentale. La bici è fantasia!

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§ Una risposta a Bicicletta e fantasia

  • rosalba ha detto:

    …la bici è fantasia…è bellissimo! trovare lo spazio –perchè c’è!–per nuove piste ciclabili al posto di giganteschi parcheggi che ci opprimono…speriamo nel nuovo anno!

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