Che fine ha fatto l’asilo politico?

ottobre 12, 2010 § Lascia un commento

Il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh e  il suo avvocato, Javid Hutan Kian sono stati arrestati domenica scorso a Tabriz. Proprio nella Giornata mondiale contro la pena di morte, Teheran alza il pugno di ferro. Un dettaglio però: entrambi avevano parlato a varie riprese dei rischi di essere arrestati, del pericolo avvertito sulla pelle: avevano chiesto asilo politico all’Italia, facendo appello al Premier. Forse si erano illusi, visto la grande mobilitazione in favore di Sakineh, che l’Italia fosse ancora un Paese civile che si piegasse alle convenzioni internazionale. La lettera disperata di aiuto è rimasta ignorata, nel assordante silenzio del Ministero degli Esteri. Oggi Sajjad e Javid sono già forse rinchiusi in una cella di cui non si esce, di sicuro dimenticati dal mondo. E’ proprio ora che bisogna continuare a fare pressione.

Piccole norme, grandi orrori

ottobre 12, 2010 § Lascia un commento

 Il razzismo istituzionale è sottile: non proclama il lutto cittadino per cittadine cinesi (Prato), scheda appartamenti per scoraggiare residenza straniera e l’ospitalità (Gavardo, Brescia), rimuove le panchine di una piazza per non farci sedere gli ambulanti, vieta le insegne multietniche (Milano), nega la mensa a bambini stranieri, inaugura un numero verde per denunciare i cosidetti “clandestini” (Cantù, Como), le rastrella senza biglietti nei bus (Milano), avanza la richiesta che il personale medico denunci i “clandestini” nei ospedali (Friuli, Venezia Giulia), rinchiude in campi ed espelle i rom fuori, ben lontano, dai nostri centri urbani (tutti)…. A colpi di piccoli emendamenti, piccoli provvedimenti, apparentemente ridicoli e impercettibili, si sta gradualmente spostando il “senso comune” e dell’inaccettabile. Così va ridilagando e radicando nel paese e in tutta l’Europa cieca, incapace di reazione, la mostruosità di un pensiero che ha già fatto l’orrore della Storia. A colpi di piccole norme, grandi orrori. Forse nessuno ricorda che fascismo e nazismo cominciarono precisamente con piccole norme amministrative: razionali. Colpisce la riemergenza di una vecchia patologia razzista che credevamo superata; ovvero ci credevamo “immuni” o con gli “anticorpi” sufficienti. Apparentemente non in profondità, non avendo guardato in faccia l’esistenza della “pulsione di annullamento” dell’altro diverso da sé. 

@agenzia radicale

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