Negazione

agosto 8, 2010 Commenti disabilitati su Negazione

No, non è “sfogo”, non è “raptus”, “vendetta”, “interscambio” di una donna per un’altra. E’ malattia mentale. Quella che spiega che un’uomo sia sceso per strada, dopo avere freddamente, quasi razionalmente, annunciato il suo scopo: amazzare qualsiasi persona che passasse, di botte. E’ malattia mentale. Perché diavolo i giornali non vogliono mai parlarne, osare nominare questa parola-tabù? Quale mondo sconosciuto terrorrizza così profondamente giornalisti e scrittori, che faranno in questi giorni i loro commenti sapientelli, rammaricati, sull’accaduto, diranno di tutto tranne che pronunciare la fatidica parola? Quale continua negazione della dimensione psichica opera quest’intera cultura occidentale? Negare la malattia della mente, negare la sua cura possibile.

No, meglio regolarmente, ad ogni omicidio, ripetere come papagalli le stesse condoleanze, limitarsi alle sirene delle femministe, appiattire tutto il dibattito sul solo corpo delle donne (come fa da mesi l’Unità e nella recente campagna sulle “pubblicità-regresso”), senza mai cercare di vedere, dietro, la dinamica psichica invisibile malatta. Quello che si nasconde dietro tale “agressione”: la “pulsione di annullamento” dell’altro diverso.

 L’orrore di una cultura cristiana che ha sempre annullata la donna.

L’orrore di una cultura che non riflette, non vede, non cerca, ma preferisce aceccarsi nel afasia ripetuta all’infinito.

L’orrore di un Paese dove, nel XXI secolo, le donne non possono ancora camminare libere LIBERE (ma davvero), senza un’insulto perché hai la minigonna o il rosetto o perché vai a bici, o solo perché sorridi alla vita, sei te stessa, irrazionale, per strada.

 Nel disgusto, nella rabbia, nel grido, per non rimanere in silenzio mi viene da ripubblicare un commento mio pubblicato su Agenzia Radicale il 14 luglio 2010 dove dicevo già le stesse cose…

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