Città bambina

aprile 4, 2010 § Lascia un commento

 Ogni mattina, nel traffico folle e saturato, uno si chiede perché? Perché subire, nel 21 secolo, l’assurdo, lo stupido, l’anacronistico. La città isterizzata al limite della propria follia che trasuda d’odio inutile. C’è la bicicletta! Perchè non pensare la città come flusso, mobilità lenta da attraversare più che conquistare? La città come spazio comune, incontri, ri-convivenza?
Riprendere la bici, vagabonda e poetica, permette nuove relazioni umane, riscoperta dell’altro (come scriveva l’antropologo Marc Augé in un recente saggio sulla bicicletta). Ripedalando possiamo cambiare il volto, il senso, il ritmo della città, e strapparla al suo destino di  assurda deriva. La bici è rivoluzione urbanistica e umana.
Perchè non immaginare una città-bambina, una città-respiro, incontro, rapporto? Dai! dai un colpo di pedale! Fai un salto di fantasia!

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