Rosarno uguaglianza senza psiche

febbraio 11, 2010 § Lascia un commento

Rosarno: cieca sinistra

Rosarno ha avuto il merito di portare gli riflettori mediatici sulla radice profondamente razzista della peninsola. Ma per gli giornali dominanti l’episodio è stato un intreccio di mafia e sfruttamento all’italiana o un’esplosione di odio razziale (temporaneo). Per alcuni giornali stranieri, come The Economist è stato, in modo infondato, denominato sintonomo di “pulizia etnica” (che fa un uso storto di un concetto complesso e da non usare alla leggera). Se l’espressione mirava forse a rievocare il concetto di economia di razza basata sullo sfruttamento degli immigrati, o a provocare gli cittadini italiani ad interrogarsi sulle nostre complicità quotidiana con il razzismo istituzionale, non può però essere usato per quanto riguarda gli eventi di Rosarno.

Nemmeno ora ci sta l’ipocrisia di una sinistra tutta assorta a piangere allorché non ha mai affrontato la questione in modo nuovo e radicale, ma è stata complice nelle sue veste veltroniana, quando non direttamente responsabile, degli smantellamenti dei campi rom, delle impronte digitali, delle irresponsabili bipolari escalation sulla “sicurezza” in tempi di campagne elettorali. L’uso di parole malate l’ha praticato anche la sinistra. Cattocomunista, che ha sempre affrontato l’argomento con i fallaci concetti di solidarietà e di assistenzialismo cristiano che reduce l’immigrato ad una vittime (ha “bisogni”, è da aiutare e da sfamare), ma non da mai la vera uguaglianza. Mai in termine radicalmente nuovi di uguaglianza psichica tra gli esseri umani.

In più, pochi hanno invece parlato della radice psichica della xenofobia che oggi riappare in modo cosi agghiacciante in tutto il continente europeo (con una prevalenza davvero preoccupante e caratteristiche all’Est), né svolge una riflessione per inventare com’è eradicarla.

La lunga lista di raid anti-immigrati e respingimenti sono solo la parte dell’iceberg che vela la realtà della quotidiana violenza psichica verso il diverso: l’invisibile “pulsione di annullamento” (teorizzato dal 1971 dallo psichiatra Massimo Fagioli). Che annulla “ciò che nel essere umano è umano”, ne fa un “non essere umano”. Annulla la sua umanità. Questa immensa scoperta sulla dinamica della psiche umana, permette di afferrare la violenza razziale, nonché di capire le tendenze disumanizzanti della società di oggi e gli ultimi eventi di Rosarno. Né solo mafia. Né solo odio. Ma violenza interumana psichica invisibile. Un concetto che purtroppo ancora assai poco usato sui giornali e della sinistra… Allorché tutt’un nuovo campo dell’analisi sui giornali e nella società italiana, dovrebbe aprirsi oggi sui legami tra xenofobia e malattia mentale. Questa nuova e immensa questione sociale, la vera rivoluzione culturale rappresentata dall’immigrazione, ci costringe d’urgenza ad inventare una reale e vera uguaglianza tra gli esseri umani diversi ma uguagli, né solo diritti né solo integrazione economica, ma in termini rivoluzionari: quella affermazione di un’ irriducibile uguaglianza della mente umana. Sulla quale fondare una società davvera multietnica nonviolenta.

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