La paura e la discriminazione

ottobre 1, 2009 § Lascia un commento

Oggi l’ennesima notizia delirante del bus blindato milanese che opera “rastrellamenti”, parola che credevamo seppellita nel passato. Ed ecco invece che torna a fare parte del quotidiano qualcosa che è violenza razziale. Guardiamo attoniti il dilagare di quest’orrore, sotto i nostri occhi passivi: respingimenti, bus separati – che farebbero rigirare Rosa Parks nella sua tomba -, immigrate insultate senza possibilità di ricorso a denuncia, africani e rom calpestati a morte dentro parchi bui; ai margini bui della nostra coscienza spenta, che lascia fare… e non vuole vedere. E sapere che ciò che accade e va in tv è solo la punta dell’icerberg di una violenza ben più invisibile, che si diffonde, tra uomini e donne, tra italiani e immigrati: l’annullamento dell’altro, quotidiano. In un paese confuso, pure acculturato ma orfano di una sana politica.

Italia svegliati! E una volta per tutto capisci: l’immigrazione è inarrestabile, è un processo millenario da sempre esistito e quando non è per mare è per terra, e quando non sarà attraverso deserti sarà attraverso montagne. Come dice lo scrittore pakistano emigrato a Londra Moshin Hamid, autore del Fondamentalista riluttante, “l’immigrazione è come la morte: é inevitabile”. E prosegue “quello che bisogna combattere è la tragica voglia di tornare ad una nostalgica mai esistita “purezza” di se stesso, allorché il mondo è contaminazione, scambio e confronto col altro. Il compito del intellettuale è proprio di combattere la paura, di rendere gli esseri umani meno paurosi lì uni degli altri”.

Voi che avete paura, osate guardare, oltre il barcone stremato, le vittime di guerre civili, fame e colonizzazione dei loro sogni con la nostra tv e il nostro modello di vita. Ma qui censuriamo l’uso di parole bugiarde come caritas, solidarietà e generosità come riconosceva anche Luigi Manconi sull’Unità; nuovo terreno di espansione della chiesa verso questi vulnerabili, terreno dell’umano, interamente abdicato alla chiesa con la complicità culturale della sinistra cattocomunista. Non usiamo nemmeno soltanto, le eppure concetti fondamentali di “demografia, economia e diritti”. Qui c’entra la questione dell’irriducibile uguaglianza psichica tra gli esseri umani. E della nostra capacità di rimanere umani, noi.Calpestando gli immigrati rischiamo di perderla, questa nostra umanità: come annunciava Tzvetan Todorov alcuni mesi fa, “la paura dei barbari ci fa diventare barbari”.

L’immigrazione è la nostra chance di rivoluzione nonviolenta per una società diversa, davvero uguale e ugualitaria. Non la lasciamo passare, non sprofondiamo nel mortale identico a sé e nell’”apocalisse psicopatologica”, annunciata anni fa dal sempre da rileggere Ernesto de Martino.

@floremy, parzialmente pubblicato su la Repubblica, 1 ott 09

Annunci

Tag:, , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo La paura e la discriminazione su FLOREMY.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: