Per un socialismo irrazionale

luglio 13, 2009 § Lascia un commento

Al Congresso di Chianciano, malgrado cosa ne hanno pensato i giornali dominanti che hanno semplicemente annullato che fosse avvenuto, è successo un incontro storico: l’avvento della possibilità di una politica umana, perché irrazionale. Una politica che cominci ad interessare alla realtà interumana, fatta di psiche dinamica, e invece che di lavoro, rapporti di produzione, e bisogni, ad un altro tipo di liberazione umana. Lo psichiatra Massimo Fagioli dissidente, della teoria della nascita umana, ha incontrato un’altro storico eretico, Marco Pannella, il leader dei Radicali, da sempre interessato alla fondamentale questione del come si “diventi umani”.

Quello che non erravano riusciti a fare i Situazionisti, – che pure avendo intuito l’importanza vitale dell’essere “radicalmente umano” (R. Vaneigem), avevano fallito fondando questa liberazione su vecchi concetti sessantottini di “desiderio”, di libertà assoluta, foggiata nella ribellione del 68’suicida, senza identità e non trasformatrice – è forse stato abbozzato a Chianciano. Lì, in modo silenzioso e forse invisibile al primo sguardo, si è riconosciuto tacitamente la morte del comunismo, come morte della libertà e dominio violento della ragione su un uomo pensato senza psiche, e soprattutto, l’inizio di un nuovo modo di pensare e di elaborare un pensiero politico:  quello che non possa fare a meno di una ricerca sulla realtà dell’essere umano, come capacità di immaginare e per la trasformazione. 

Tra Verdi, Socialisti, e Radicali, si è parlato di una “nuova uguaglianza, quella della mente umana” (Massimo Fagioli). Non l’uguaglianza versione marxista data dalla liberazione dallo sfruttamento e dalla copertura dei bisogni, né l’uguaglianza versione cristiana, quella data da Dio e dal prossimo. Ma la nuova uguaglianza data dalla nascita psichica uguale per tutti e della possibilità, per tutti, di cura. L’ avvento del rivoluzionario nuovo concetto di sanità mentale come “bene comune” e di una società, perché trasformata, non-violenta.

Ad un congresso politico, si è pronunciato, per la prima volta la parola tabù di “irrazionale”, parola-incubo di una cultura ancora dominata dal dio ragione, di una cultura diventata religione culturale del razionale.  Che preme su tutto, linguaggio, scrittura, pensiero, rapporti umani.

Invece l’unico socialismo in grado di riconciliare libertà e uguaglianza, e di riprogettare l’umano nella società, è la rivoluzione di un “socialismo irrazionale”, perché intriso e interessato alla trasformazione umana.

@floremy

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