bici tabù

aprile 17, 2009 § 1 Commento

 Scrivono Franco Volpi è morto in un incidente stradale. Precisione, è morto in bicicletta, travolto da un’auto. A bicyclette, e mi ricorda la canzone di Montand… Forse andava più lentamente, con la lentezza che scegliamo, noi che scegliamo la bici come mezzo di mobilità eco sostenibile e non-violenta. La bici : invenzione mai superata nella storia dell’evoluzione della mobilità. Forse lo studioso di Heidegger, contemplava un dettaglio del paesaggio, un frammento di cielo, un suo pensiero da fare nascere.
 
Una macchina che ti travolge. In bicicletta. Come Roland Barthes. Quanti nomi importanti ci vorranno per fare emergere dal buio e alla coscienza collettiva le centinaia di persone e pedoni che muoiono ogni anno travolti da pirati della strada – le statistiche dimostrano il folle incremento (più di 82% di incidenti da pirati rispetto al 2007,  odio la cronaca ma leggetela). Persino sulle strisce.
 
Un traffico “disumano”. La ragione si nasconde in una realtà invisibile. Non accecamento, ma “pulsione di annullamento”, che fa che l’altro non esiste. E si può “ammazzarlo” nel quotidiano, quando si fa tardi sull’orario del lavoro. Morire sulle strisce. Uno scandalo della nostra cultura, di cui nessuno parla.

pubblicato, dimezzato l’ ultimo paragrafo, su La Repubblica del 17 Aprile 2009

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