Sinistra “alla cieca”

febbraio 26, 2009 § Lascia un commento

 Non è bastato il “pacchetto sicurezza”, i militari in città, i raid anti-immigrati e il revisionismo storico proclamato del governo, per svegliare la sinistra.

Oggi, le “ronde”, un eufemismo per parlare di squadracce e milizie di partito che ricordano le camice nere, la lascia pressochè indifferente. L'”impensabile“, in uno Stato di diritto, non suscita ribrezzo e immediata auto-organizzazione di un fronte di resistenza comune. Forse perchè la sinistra, confusa e auto-referenziale, concentrata sulla propria sopravvivenza (o sui temi di lavoro e crisi), non vede con lucidità le mutazioni esplicite o latenti : la deriva in corso nella società italiana un misto di nuova xenofobia, onnipresenza religiosa e subcultura politico-televisiva. Peggio, sembra lontana dal poter affrontare la questione, cruciale, al mio parere, della “disumanizzazione” in corso.

Non propone nè idee nè posizioni, nemmeno battaglie minimali per la laicità, l’uguaglianza e la diversità. Non è stata capace di contrastare il DDL Englaro, l’attacco alla costituzione e  ai principi base della sanità per tutti nella legge  sicurezza (tranne in Puglia). Tutte evoluzioni, se si fa caso, che hanno in fondo un punto in comune, la negazione dell’altro. 

Perchè manca alla sinistra una scoperta sull’essere umano. La sola in grado di offrire identità e di rinnovare radicalmente la sua capacità di analisi e di pensiero: quella ricerca sulla realtà umana psichica, sviluppata da quarant’anni da Massimo Fagioli. La sola Teoria (della nascita), in questo periodo di crescente falsificazione e confusione, in grado di proporre chiari concetti su che cos’è un essere umano. Che cos’ è la vita umana. Che è fantasia e rapporto interumano con l’altro diverso da sé. E di dimostrare che è possibile un rapporto interumano, e quindi sociale, non violento. 

Noi avanziamo persino l’ipotesi che la sinistra, sia storicamente “fallita” o abbia esaurito la sua capacità trasformativa della società, tra altre ragioni, per non essere riuscita a scoprire la portata rivoluzionaria di questa teoria. Una ricerca sulla realtà psichica invisibile che propone non meno che la liberazione collettiva del disumano e della violenza nella società. La sinistra politica deve scoprire, la possibilità e la prassi, già reale per tanti, della non violenza per tutte e tutti.

La politica deve inventare e diventare prassi di un rapporto interumano non violento.  Unico in grado di dargli senso e capacità trasformativa della società. Per una società, non suicidaria, come alcuni la vorrebbero, ma davvero umana e creativa.

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