per una sinistra creativa

dicembre 23, 2008 § Lascia un commento

 
 
Articolo pubblicato su Liberazione il 28/05/08

Caro direttore, la sinistra è stata in parte sconfitta come pensiero perché non ha spinto la sua riflessione e capacità propositiva oltre il sistema del pensiero della “civilità del lavoro” e della società economicizzata.

Non si é spinta oltre al paradigma del lavoro: cardine, scopo delle nostre vite, per riuscire a pensare e proporre altro.

Se la lotta della sinistra contro la precarietà é fondamentale e necessaria (nell’ambito dei rapporti di forza esistenti), ancor più é necessario un salto delle categorie del pensiero.

La lotta reale da fare non é solo contro la precarietà ma contro l’economicizzazione della vita attuale, svuotata com’è dei desideri, del tempo e dei sogni e la disumanizzazione dell’umano.

Il suo possibile superamento, è forse la questione da ripensare criticamente per ricominciare?
Una sinistra davvero nuova sarebbe una sinistra capace di spingere le nostre categorie di pensiero esistenti, di scombusolarle, a rischio di sembrare al primo colpo d’occhio utopie, per inventarne nuove. Deve riscoprire e fare sua la dimensione del sogno reale e del pensiero irrazionale.

Per poter immaginare una società strutturata non intorno ai rapporti di produzione, ma al rapporto interumano; una società che ponga al centro invece del “totem” lavoro, la creatività, e la capacità di produrre fantasia. Per osare il sogno di una società diversa.
La sinistra sembra persino avere perso la sua plurisecolare capacità propositiva, proprio nel periodo in cui sono pur tanti i segni di un “desiderare altro”.

Il periodo è quasi storico tanto sono nuove le varie esperienze sociali alternative che percorronno la società. Essa, se la si ascolta, freme di mille proposte: esige (invece del linguaggio dei bisogni) una nuova modalità del vivere e del rapporto sociale.

Mille sono le invenzioni dal basso: rete di riciclaggi oggetti; scambio di espertise, rete di ecologia sociale, Gas, centri sociali, interi gruppi di persone che scelgono di vivere con poco. Questi movimenti praticano nel quotidiano “la politica del rifiuto dell’economizzazione della vita”, e rimettono al centro della vita rapporti umani e tempo libero.
Come le api che suggono molti pollini da molti fiori, cosi il famoso «cantiere della sinistra» avrebbe una sua prima attuazione nell’aprirsi sul serio a nuove teorie ed a nuove prassi, anche se ancora abozzi, sussuri; ed esso, in tutti gli ambiti, per una nuova e vera rivoluzione culturale, per superare sia il cristianesimo che il capitalismo, come proponeva Raoul Vaneigem.

Per cominciare ad immaginare e disegnare una società davvero libera e umana, molto più del «politicismo » e del linguaggio della ragione razionale, appaiono fondamentali stimoli e pensieri che provengono dalla filosofia, dalla psichiatria nonchè dalla letteratura e dal cinema.

Tutte ricerche che non attendono altro che di fecondare la ricerca politica per fare nascere una società davvero libera e umana. 

@floremy

 

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