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		<title>&#8220;Prima di tutto vennero a prendere gli zingari&#8221; : intervista a Marco Aime</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Aime; Rom; pogrom Torino; Porrajmos]]></category>

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		<description><![CDATA[@Agenzia Radicale il 15 dicembre 2011 - Nel 2009, nel suo libro“ La macchia della razza”, si rivolgeva direttamente a un bambino rom cui erano state prelevate le impronte digitali e gli porgeva delle scuse; si aspettava un tentato pogrom &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2012/01/24/prima-di-tutto-vennero-a-prendere-gli-zingari-intervista-a-marco-aime/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=454&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>@Agenzia Radicale il 15 dicembre 2011</strong></p>
<p><strong>- Nel 2009, nel suo libro“ La macchia della razza”, si rivolgeva direttamente a un bambino rom cui erano state prelevate le impronte digitali e gli porgeva delle scuse; si aspettava un tentato pogrom anti Rom a Torino, la sua città? </strong></p>
<p>Non credo alle cosiddette “identità” delle città, che si potrebbero bollare o assolvere tutte intere. Credo che invece bisogna guardare seriamente al sentimento anti Rom che è diffuso nel Paese. Ovunque nel mondo, rispetto a culture stanziali, cova una tradizionale “antipatia” per i nomadi; i Rom europei, per non avere una nazionalità e un’istituzione che li protegga, sono la “categoria debole” per eccellenza.</p>
<p>E’ significativo che una ragazza italiana reputi meno grave accusare innocenti che dichiarare il suo primo amore e scelga i Rom, assecondando la narrazione dominante che fa di tutti loro dei potenziali delinquenti (a questo proposito i media hanno una grave responsabilità nel modo in cui hanno riportato nazionalità ed etnie nei titoli). Incredibile, però, che una semplice diceria scateni un raid di cittadini giustizieri: sarebbe successo se l’accusato di stupro fosse stato italiano? Questo deve fare riflettere.</p>
<p>Inoltre, se l’Olocausto degli ebrei è giustamente regolarmente ricordato, con la Giornata della Memoria, è sintomatico che non si dedichi alcuna ricorrenza agli almeno 500.000 zingari eliminati nei campi di sterminio nazista; la loro memoria è stata cancellata. Ricordare maggiormente il “Porrajmos” &#8211; il genocidio degli zingari – potrebbe aiutare a meglio contrastare il razzismo anti Rom.</p>
<p><strong>- I due episodi ravvicinati di Torino e Firenze sono il segno di un ritorno violento del razzismo o questo non è mai stato davvero debellato?</strong></p>
<p>Il propagato mito di Italiani “brava gente” ha celato la realtà coloniale, le leggi razziali e i veri sentimenti che serpeggiano tutt’oggi nella cultura. Le due tragedie recenti hanno però modalità diverse tra loro. A Torino è l’esplosione di una specie di razzismo “di pancia”, che covava sotto la brace, ma a Firenze è una forma di razzismo pianificato, scientifico, di stampo neonazista e negazionista. Se il “razzista” di Firenze era anche un “pazzo”, ha in realtà l’appoggio e il sostegno di molta gente vicina a Casa Pound e all’estrema destra, che in Rete fanno di lui un “eroe”. Credo che sia solo la punta dell’iceberg di un vasto fenomeno finora sottovalutato dalle istituzioni, che non hanno abbastanza punito il reato di apologia di fascismo, sancito dalla nostra Costituzione.</p>
<p><strong>- Quali sono le altre responsabilità della politica e della destra istituzionale? </strong></p>
<p>Le dichiarazioni di stampo razzista della Lega al nostro Governo, sono state da tutti sottovalutate come mere “battute”, quando in realtà legittimavano sentimenti xenofobi nella società: creavano una “mentalità”. La politica tutta ha una responsabilità deleteria per avere, in assenza di ideali, inseguito gli umori della gente a fini elettorali. Anche la sinistra ha preso le impronte digitali ai Rom e le numerose ordinanze anti-ambulanti dei sindaci, Firenze inclusa, hanno agito vere e proprie retate di migranti africani nelle piazze delle città. Alla retorica xenofoba della destra, la sinistra non ha saputo opporre una risposta culturale.</p>
<p><strong>- Con la crisi e l’ossessione della crisi, con la recente manovra economica che marginalizza sempre di più intere fasce della popolazione, si può temere uno scenario assimilabile a quello di Weimar? </strong></p>
<p>Le crisi economiche e il disagio sociale, si sa, sono sempre terreni fertili per il proliferare di sentimenti xenofobi e per la ricerca di capri espiatori ai problemi di lavoro, di pauperizzazione… Ma credo che i recenti eventi razzisti, ovunque in Europa, siano il sintomo del fallimento della costruzione di vere democrazie partecipate e della visione di noi stessi aperti al mondo, che ha per risultato localismi e rivendicazioni etniche. Le grandi narrazioni come il socialismo e la politica degli anni ’60 ci davano un ideale di noi stessi come “parte di un tutto”. Purtroppo la poesia, attribuita a Brecht, “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari” mi sembra oggi attuale come mai.</p>
<p><em>*Antropologo torinese e autore di numerosi saggi, insegna Antropologia Culturale all’Università di Genova </em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/floremy.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/floremy.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/floremy.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/floremy.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/floremy.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/floremy.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/floremy.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/floremy.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/floremy.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/floremy.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/floremy.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/floremy.wordpress.com/454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/floremy.wordpress.com/454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/floremy.wordpress.com/454/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=454&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Naufragio e debito: le origini culturali della crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 19:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[debito; Naufragio; Monti; Berardi Bifo; Serge Latouche]]></category>

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		<description><![CDATA[Un naufragio come nuovo tormentone italiano; dopo il debito, ecco il nuovo bombardamento mediatico su soccorsi, cattivi ed eroi del Concordia reality show. Ma forse scorre un filo sotterraneo in questa “morbosità” italiana per il “collasso”, nautico o figurato che &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2012/01/21/naufragio-e-debito-le-origini-culturali-della-crisi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=451&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un naufragio come nuovo tormentone italiano; dopo il debito, ecco il nuovo bombardamento mediatico su soccorsi, cattivi ed eroi del Concordia reality show. Ma forse scorre un filo sotterraneo in questa “morbosità” italiana per il “collasso”, nautico o figurato che sia. Sulla minaccia dell’inabissamento economico, banchieri senza idee hanno imbastito la loro presa di potere in Europa.</p>
<p>Allora ecco invadere i Tg con “spread” e “default”,  ridurre la politica e la cultura a mera gestione budgetaria. Terrorizzarci 24 ore su 24, in una geniale operazione di propaganda, per fare diventare i mali della cosiddetta economia un affare di tutti e farci concorrere a salvare il “debito”. Come se non esistesse alternativa, come se non si potesse cancellare il “passivo” e cambiare direzione. Cominciare cioè a praticare il nuovo “modello” economico in costruzione, fatto di decrescita, di risorsa verde, di scambi e cooperazione. La speranza, il cambiamento possibile e la creatività, soprattutto, non devono abitare i nostri sogni. Vigilano i poteri clerico-conservatori di cardinali-banchieri, interessati a non perdere le rendite di questa economia mortifera, diffondendo l’illusione che il debito sarà pagato. Come dice lucidamente Serge Latouche: “Siccome vogliono continuare con questa economia da casinò, si devono aiutare i governi a pagare il debito (gli interessi), per continuare a fare finta”.</p>
<p>Salvare le apparenze, senza scrupoli, con l’ignoranza atavica di banchieri che non hanno studiato Storia a scuola e non sanno che il debito tedesco contribuì molto alla crisi della Germania pre-nazista. Non leggono le visionarie parole di Franco Berardi Bifo (in una nota “Il Bufalo e la locomotiva”) a proposito di Monti: “Si sbrighi a distruggere la vita di milioni di pensionati, lavoratori, insegnanti, studenti, migranti, si sbrighi a spostare un’enorme quantità di risorse dalla società alle casse del ceto finanziario predone, insomma si sbrighi a distruggere la vita civile e a creare le condizioni per un’ondata di rigetto anti-europeo razzista e nazionalista”. Ma non importano le future guerre della frammentazione sociale &#8211; che rischiano persino di essere etniche &#8211; e il fascismo che scava nel cuore nero dell’Europa. Obbediamo da burattini, paghiamo il debito e in silenzio imbocchiamo la strada per l’abisso.</p>
<p>Ma, sia detto: è criminale non “sfruttare” l’opportunità di questa crisi storica per dibattere, nel profondo e in sostanza, della società che sogniamo, per fare un vero salto di pensiero, invece di autocondannarci a una regressione senza mutamento. Reinventare la società che vogliamo con l’immaginazione. Pensare nuove idee, con una intelligenza collettiva. Ed ecco la vera questione. La causa della crisi è davvero il famigerato “spread” o ha proprio sede in questa cieca cultura razionale che ha per cardine la negazione della fantasia e della possibile trasformazione?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mondo governato da depressi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo è governato da maschi depressi. Da uomini tristi, che nelle loro economiche e pendolari vite non vissute sembrano in lutto perpetuo anche quando dopo il lavoro, fingono di rincasare verso le loro mogli &#8211; case, le loro mogli &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2012/01/19/il-mondo-governato-da-depressi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=446&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo è governato da maschi depressi. Da uomini tristi, che nelle loro economiche e pendolari vite non vissute sembrano in lutto perpetuo anche quando dopo il lavoro, fingono di rincasare verso le loro mogli &#8211; case, le loro mogli -mobili. Nello shuttle bus, dopo le loro “importanti” giornate, appare chiaro il dominio dei maschi pendolari, tutti vestiti di maschere professionali, uguali con i volti scavati dall’ombra della depressione e il rancore delle vite frustrate, non scelte. Sono senza eros, sessualità, fantasia. Impazziti di annullamenti gerarchici, vogliono imporre – alla nostra sana creatività di esseri liberi -, la morte. L’economia non è donna, non è donna quel modo razionale di macinare il mondo. E’ un’economia di depressi, uomini aridi e prosciugati dentro come deserto umano, e della loro assente immaginazione sociale. E noi, dovremmo sottoporci a questo? Ci vuole una rivoluzione femminile delle donne, per impedire a questi maschi e politici senza immagine interna di governarci, ovvero di “dominarci”. Per ridare alla politica un’immaginazione sociale, un’immagine femminile. Perché non invadiamo le stanze del Palazzo, da farfalle alate di un’intelligenza nuova irrazionale e umana? Per seminare la fantasia che loro hanno perso. Donne farfalle artisti uomini del dormiveglia e del sogno aperto, unitevi! Diffondiamo come ali e carezze l’identità nuova che non ha bisogno di debito e professori,</p>
<p>ma dei battiti delle menti diverse</p>
<p>la nostra sana creatività</p>
<p>ci vorrebbero pazzi e violenti</p>
<p>quando possiamo essere sani e nonviolenti</p>
<p>e inventare una società diversa</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/floremy.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/floremy.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/floremy.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/floremy.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/floremy.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/floremy.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/floremy.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/floremy.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/floremy.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/floremy.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/floremy.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/floremy.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/floremy.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/floremy.wordpress.com/446/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=446&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In bicicletta movimento nuovo di una città-bambina</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 08:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[urbanismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Li vedi? Quegli elfi che attraversano la città-ostacolo con dolcezza sostenibile e sorrisi ai semafori? In bicicletta, bellezza di chi sceglie la lentezza per mobilità. Diversi sì, sfidano il traffico-macchina in una acrobatica danza dei corpi; spesso rischiosa. Nella capitale &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2011/12/27/in-bicicletta-movimento-nuovo-di-una-citta-bambina/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=425&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://floremy.files.wordpress.com/2011/12/benebici.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-441" title="benebici" src="http://floremy.files.wordpress.com/2011/12/benebici.jpg?w=300&#038;h=205" alt="" width="300" height="205" /></a>Li vedi? Quegli elfi che attraversano la città-ostacolo con dolcezza sostenibile e sorrisi ai semafori? In bicicletta, bellezza di chi sceglie la lentezza per mobilità. Diversi sì, sfidano il traffico-macchina in una acrobatica danza dei corpi; spesso rischiosa. Nella capitale d’Italia, ci sono quasi sette persone investite al giorno e un morto ogni settimana &#8211; dovrei scrivere una persona “ammazzata dal traffico”. Per il solo anno scorso, 61 pedoni sono stati uccisi, 2139 feriti e 2204 investiti. Una strage continua, nel silenzio generale. Eppure, questi dati dell’Ania non sono mera morbosa cronaca, riguardano profondamente chi siamo e il nostro stile di vita. Corsa dei lavoratori frustrati in ritardo sull’orario del lavoro-religione, prepotenza di narcisi bolidi dall’acceleratore facile, soprattutto sulle strisce; come se la tua esistenza di pedone fosse un “ostacolo” da rimuovere. Non sono ciechi, è come se tu “non ci fossi”: annullamento&#8230; Chi non li vede i mille segni di impazzimento per la città? Motorini rovesciati tra le sirene delle ambulanze, ogni giorno; insulti e violenza diffusa. Parlano di un malato e saturato traffico, ormai insostenibile.</p>
<p>Come soluzione, il Municipio prepara cartelli per le vie pericolose: “attenzione strada ad alto rischio di incidenti”, ad uso dei pedoni che volessero azzardarsi a rischiare la vita per strada; ma avvertimenti e multe salate agli automobilisti padroni incontestati della città, mai. Limitarsi ad indicare i pericoli invece che educare i comportamenti e soprattutto cambiare radicalmente la mobilità, sfruttando il tempo della crisi e il caro prezzo della benzina. Nessuna idea, nessuna proposta; regna il “Si salvi chi può” da chi corre veloce dimenticandosi di anziani e bimbi. Come se in questa società suicida fosse latentemente “accettato” che le strade sono mortali. Inoltre, solo una paralisi &#8211; mentale  - può spiegare il nostro invivibile urbanismo, quando intere megalopoli d’America latina hanno rivoluzionato la loro mobilità facendo transitare milioni di pendolari dalle loro periferie in tram, treni sospesi e piste ciclabili.</p>
<p>Perché da noi no? E, peggio, perché non se ne parla, in un’assurda rimozione, o si confina l’argomento alle pagine di cronaca? Con le piazze assenti, la strada è ormai la nostra vera agorà. Quale città vogliamo? Che tipo di cambiamento è necessario per inventare una mobilità nonviolenta, che ridia alla città il volto di una “<em>deambulanza</em>” possibile, dove passeggiare spensieratamente, con la testa tra le nuvole? Basterebbe un salto di pensiero. Vedere la città come bene comune, come rapporto e convivenza, dove, come suggerisce Marc Augé, pedalare lentamente verso la riscoperta dell’altro. Inventiamo una città-respiro, una città-incontro, una città-bambina. In bicicletta, mi raccomando.</p>
<p>@pubblicato il 27.12.11 sull&#8217;Unità,p.24 (parzialmente ridotto)</p>
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		<title>l&#8217;ossessione economica o il controllo delle menti</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 15:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[ “Spread”, “default” e “double-dip”; termini finora sconosciuti hanno invaso i Tg e il dibattito. Facendo “terrorismo” mentale sul ricatto della bancarotta e sulla paura del baratro, banchieri dalla Grecia all’Italia hanno preso il potere. Ritorno della Nep o della Dc, &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2011/12/21/ossessione-economica-o-controllo-delle-menti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=420&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>“Spread”, “default” e “double-dip”; termini finora sconosciuti hanno invaso i Tg e il dibattito. Facendo “terrorismo” mentale sul ricatto della bancarotta e sulla paura del baratro, banchieri dalla Grecia all’Italia hanno preso il potere. Ritorno della Nep o della Dc, il risultato è lo stesso: l’imposizione di un pensiero unico. Materiale e razionale; con in cambio la restaurazione <em>tout court</em> della Chiesa “salvatrice” alla guida della società… La vera posta in gioco? Soffocare i semi della speranza e la possibilità concreta del cambiamento, che sarebbe sfruttare l’opportunità della crisi, per uscire finalmente dal capitalismo, costruendo una società verde, dello scambio, nonviolenta e creativa. Facendo un salto di pensiero, con la fantasia. Ma questa, non ha avuto nemmeno il diritto di affacciarsi! E quella “ossessione economica” rischia di fare venire la depressione… psichica.</p>
<p>@pubblicato il 21 dicembre su <em>Liberazione</em></p>
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		<title>Tentato pogrom anti Rom e cristiana verginità</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 17:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[campo rom; Torino;]]></category>

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		<description><![CDATA[“Sono stati i Rom”, “erano stranieri, puzzavano”. La menzogna deve coincidere con la narrazione dominante, gli stranieri sono tutti “delinquenti” , i rom “stupratori” e le città “zingaropoli”. Le parole d’ordine leghiste e le decennali campagne di criminalizzazione dei Rom &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2011/12/11/tentato-pogrom-anti-rom-allitaliana-2/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=396&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Sono stati i Rom”, “erano stranieri, puzzavano”. La menzogna deve coincidere con la narrazione dominante, gli stranieri sono tutti “delinquenti” , i rom “stupratori” e le città “zingaropoli”. Le parole d’ordine leghiste e le decennali campagne di criminalizzazione dei Rom ovunque in Europa, dalla Francia all’Italia, hanno fomentato un’antica intolleranza. E cittadini di Torino hanno dato fuoco al “campo” della Continassa  - ostacolando persino, da alcuni racconti, il lavoro dei vigili del fuoco &#8211; in un tentativo di linciaggio degli zingari. Immagine orrenda di una storia che credevamo passata. Un rogo, i cori nazi-fascisti, l’eliminazione del diverso. Un disumano contemporaneo.</p>
<p>Non è certo corretto usare il termine di “pogrom”, perché non c’è né persecuzione né massacro sistematico, ma si sceglie qui di usarlo per ricordare che alla radice di quella spedizione c’è l’odio contro una minoranza specifica (un popolo, in realtà). Per cercare di vedere quella dissociata violenza che è diventato il pensiero diffuso anti-rom nel Paese. La percezione delirante, l’annullamento dell’altro. Ma per i media, in generale, l’accaduto è ridotto a mero “disagio di periferia”, “frustrazione economica” e sfogo di “ultrà da stadio”, come si legge nei pallidi commenti , che hanno già dimenticato i fatti di Ponticelli e l’omicidio Reggiani. Non si potrà dare, invece, una lettura psicologica e di lunga prospettiva storica; caratterizzare questa violenza come un atto razzista a tutti gli effetti? Come l’agghiacciante segnale dei sentimenti sotterranei che serpeggiano nel Paese: il suo stato di malattia avanzata.</p>
<p> A ciò si aggiunge la tristezza di venire a sapere di una ragazza al suo primo rapporto sessuale, che invece di provare una silenziosa gioia per la realizzazione di un’identità di donna, caricata da cattolici sensi di colpa e deliri di un’anacronistica verginità, s’inventa un altro delirio: quello di aver subito uno stupro. Dovrebbe fare riflettere il devastante impatto dell’antica negazione cristiana della donna sulla salute mentale di ragazzine di oggi&#8230; Ma intanto il tema è quella accusa ai danni dello straniero, del Rom. Era già successo che giovani senza peli sulla faccia, ma con l’odio del diverso nel cuore, scagliassero accuse criminali contro sconosciuti. Sfogo di un mondo interno disumanizzato. Sono già avvenute le stesse notturne caccie all’uomo, in un paese “europeo”. Ma è troppo superficiale anche parlare di raid-raptus, perché l’attacco era stato annunciato, con volantini nelle buche della posta delle Vallette che incitavano alla violenza. Pianificato. Costruito, da chi inculca il fantasma del diverso da sé. Bisogna indagare perciò le gravi responsabilità culturali della politica e dei media degli ultimi anni. Perché l’odio del diverso non nasce insieme all’essere umano. Quanto invece fa rabbrividire che quell’identità di ragazzina avvelenata nell’inconscio, sia sintomatica dell’odierna regressione italiana.</p>
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		<title>L&#8217;Italia sono anch&#8217;io</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 15:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Cittadinanza a tutti i bambini nati in Italia e diritto di voto per tutti i residenti in questo paese. Floremy blog aderisce alla campagna nazionale &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io!&#8220;. Per saperne di più e organizzare banchetti per la raccolta firme, visitate il sito &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2011/11/19/litalia-sono-anchio/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=393&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cittadinanza a tutti i bambini nati in Italia e diritto di voto per tutti i residenti in questo paese. Floremy blog aderisce alla campagna nazionale &#8220;<a href="http://www.litaliasonoanchio.it/">L&#8217;Italia sono anch&#8217;io!</a>&#8220;. Per saperne di più e organizzare banchetti per la raccolta firme, visitate il <a href="http://www.litaliasonoanchio.it/">sito ufficiale</a> della campagna.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/floremy.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/floremy.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/floremy.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/floremy.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/floremy.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/floremy.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/floremy.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/floremy.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/floremy.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/floremy.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/floremy.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/floremy.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/floremy.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/floremy.wordpress.com/393/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=393&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>fantasia di sparizione del capitale</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 13:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bifo; insurrezione;fantasia; immaginazione; alternativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Che il volto nuovo della dissidenza europea sarebbe stato insurrezionale, si sa dal piccolo pamphlet “L’insurrezione che viene” di un misterioso “Comité invisible” francese, ma sono anni che voci marginali annunciano la rabbia distruttiva che cresce ovunque in Europa. Anche &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2011/11/06/fantasia-di-sparizione-del-capitale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=389&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#800000;">Che il volto nuovo della dissidenza europea sarebbe stato insurrezionale, si sa dal piccolo pamphlet “L’insurrezione che viene” di un misterioso “<em>Comité invisible</em>” francese, ma sono anni che voci marginali annunciano la rabbia distruttiva che cresce ovunque in Europa. Anche se la violenza sociale (di pochi) non è “intrinseca” agli indignati, ma forse proprio il risultato dell’assenza di un vero progetto: di un salto di immaginazione collettiva.</span></p>
<p><span style="color:#800000;">Alla violenza assoluta del sistema che deruba vite e identità, i rivoltosi finora rispondono solo con un “disperato” rancore speculare alle istituzioni dell’oppressione; non con una proposta socio-culturale che sia davvero in rottura con il capitalismo. Come ricordava Zygmunt Bauman alcuni giorni fa presente a Roma al Salone dell’editoria sociale a proposito delle proteste degli indignati: “Non è un movimento rivoluzionario. Non ci si può aspettare una rivoluzione da chi non ha un programma e una visione alternativa di società”. In altre parole è ancora prassi cieca che obbedisce all’ideologia dominante e fa ribellismo, non rivoluzione.</span></p>
<p><span style="color:#800000;">Invece l’alternativa esiste, ha il volto della decrescita, di autogestione, consumo critico, open source: del laboratorio dei mille germogli della società post capitalista in costruzione. Ci si può interrogare però se quei giovani che vogliono beneficiare anche loro del “comfort” del capitale  avranno il coraggio invece di rinunciarvi; praticando cioè la coerenza tra slogan e vita quotidiana, ma soprattutto, vedendoli interessarsi di realtà umana non materiale: di psiche. Gli indignati devono avere la certezza che non esiste trasformazione sociale che sia materiale, ma che “la proposizione di trasformazione si pone soltanto nei riguardi della realtà psichica umana adulta (…). Qui il ciò che è può essere rifiutato radicalmente, per una trasformazione completa dell’esistente” (Massimo Fagioli, «<em>Bambino donna e trasformazione dell’uomo</em>»). </span></p>
<p><strong><span style="color:#800000;">Perché se si vuole evitare la coazione a ripetere, il passato di ribellismi abortiti e violenti e l’istinto di morte nella Storia, è sempre più urgente che si scopra davvero la nonviolenza, quella che scaturisce naturalmente dall’identità umana sana a creativa, e da rapporti umani nuovi. Un’identità capace di fare un chiaro rifiuto al sistema. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#800000;">Non è questione di indignarsi, ma di sapere rifiutare radicalmente la cultura dominante. “Rifiuto del lavoro alienante, del diktat della riuscita sociale, dell’onnipresenza delle forze dell’ordine, ecc.”, si leggeva già nella «Insurrezione che viene». In altre parole, non è più ora di criticare né di diagnosticare i “mali” del sistema, ma di essere noi stessi, diversi nei rapporti e negli affetti, l’alternativa vivente e concreta al <em>mors tua vita mea </em>dominante.</span></strong></p>
<p><span style="color:#800080;"><strong>Fare una “fantasia di sparizione”. </strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#800000;">Al movimento indignato manca una giusta distanza mentale dal sistema capitalista e una capacità di immaginare un nuovo davvero nuovo. La trasformazione in corso è nella mente, perciò richiede una psiche nuova, che ritrovi la dimensione irrazionale. Intanto perché invece delle solite manifestazioni che di recente stentano a incidere sul corso della politica italiana, non organizzare assemblee pubbliche ovunque attraverso il Paese per immaginare, insieme, una società nuova finalmente creativa? Non sprechiamo questa crisi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#800000;"> <span style="color:#800080;"><em><span style="text-decoration:underline;">Trasformiamo l’insurrezione ormai inevitabile, come dice Berardi Bifo, in un’insurrezione dell’“intelligenza collettiva”. E chiamiamola “insurrezione della fantasia</span></em></span>”.</span></strong></p>
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		<title>La poesia? restaurare il vuoto del mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 22:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanzotto; Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Diceva il poeta Andrea Zanzotto. &#8220;La missione del poeta? E&#8217; come restaurare il vuoto che c&#8217;è nel mondo, attraverso la trama di versi, di ritmi&#8221;&#8230; Intervista ad Andrea Zanzotto da Marco Paolini, regia Carlo Mazzacurati.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=384&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diceva il poeta Andrea Zanzotto. &#8220;La missione del poeta? E&#8217; come restaurare il vuoto che c&#8217;è nel mondo, attraverso la trama di versi, di ritmi&#8221;&#8230; Intervista ad Andrea Zanzotto da Marco Paolini, regia Carlo Mazzacurati.</p>
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		<title>Pina, la danza umana</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 07:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flore murard-yovanovitch</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[PIna Bausch; danza; Wim Wenders]]></category>

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		<description><![CDATA[ Si può filmare un corpo che balla? Si può afferrare, con le immagini, quel movimento così irrazionale, che permette all’essere umano di esprimersi senza parole ? Come quella donna rossa che corre verso un uomo, poi sfugge, viene rincorsa, fugge ancora. &#8230; <a href="http://floremy.wordpress.com/2011/10/18/pina-la-danza-umana/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=floremy.wordpress.com&amp;blog=5939811&amp;post=379&amp;subd=floremy&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://floremy.files.wordpress.com/2011/10/pina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-380" title="&quot;Pina&quot; di Wim Wenders" src="http://floremy.files.wordpress.com/2011/10/pina.jpg?w=500" alt=""   /></a> Si può filmare un corpo che balla? Si può afferrare, con le immagini, quel movimento così irrazionale, che permette all’essere umano di esprimersi senza parole ? Come quella donna rossa che corre verso un uomo, poi sfugge, viene rincorsa, fugge ancora. O quell’altra che si «tuffa» nelle braccia di lui come si farebbe in un mare, per dire del «lasciarsi andare». Eterna danza uomo donna del desiderio della fuga e della speranza. La coreografa Pina Bausch ha dato una forma, col suo Tanztheater, alle emozioni umane.</p>
<p>Nel nuovo film di Wim Wenders, semplicemente «Pina», primo film sulla danza in 3D, tutto lo splendore della sua arte unica esplode sullo schermo. Wenders esplora un territorio vergine, filmando la fisicità totale dei corpi in movimento. Inventandosi la genialità di usare la cinepresa 3D (e l’arte di Alain Derobe), direttamente sul palcoscenico per dare profondità allo spazio, ma anche in mezzo e sulla pelle dei ballerini, come se la camera ballasse letteralmente con loro. Ma soprattutto sceglie di reinserire la danza nella realtà, nella natura. I ballerini della compagnia del Tanztheater di Wuppertal si muovono in scenari originali di foreste fiumi e scavi o in nordici paesaggi urbani, sotto o dentro tram sospesi, in una fabbrica o una piscina pubblica. Perché la danza non è solo dei teatri elitari, è ovunque, quotidiana. In noi.</p>
<p>La danza di Pina è quella nuova arte visionaria che, rifiutando la rigidità del classico, combina insolitamente danza e teatro (una ricerca talmente radicale che non fu capita ai suoi albori, ma che poi la consacrò come coreografa di fama mondiale); per confrontarsi all’essere umano totale e parlare così profondamente a tutti noi. Delle nostre passioni ed emozioni, della rabbia e della vecchiaia, a volte con lucida ironia, quasi sull’orlo dell’assurdo. Quadri di Magritte in movimento nel suo minimalista « Caffè Muller » del 1978, interamente ballato da Pina ad occhi chiusi. Soprende come nel suo percorso creativo, la Bausch abbia esplorato e capito le dinamiche invisibili della psiche. Nel «Sacre du Printemps» (1975) mette in scena l’esplosione nata dall’incontro uomo donna, lei gli fa dono della sua vitalità rossa, e tutti, in una specie di arcaica guerra fra sessi su terra battuta, scandiscono la danza frenetica dell’invidia. O la gioia in « Vollmond » (2006), in uno scenario argenteo onirico, donne e uomini ballano la leggiadria dell’amore tra rocce primarie tempeste e pioggia che bagna tutti e fa risplendere i corpi. Poesia Pina.</p>
<p>Con il suo metodo di lavoro delle «domande e risposte», la Bausch chiedeva ai suoi danzatori di rispondere a un tema con un abbozzo di movimento. Dai loro gesti improvvisati costruiva intere e sapienti pièces che, destrutturando il balletto, ne preservavano la tensione drammatica, a volte selvaggia. Dopo la morte improvvisa di Pina, il 3 giugno 2009, a qualche giorno dalle riprese, Wenders ha fatto suo il «metodo» della coreografa e chiesto ai ballerini della sua compagnia di ballare un ricordo personale di Pina. Sono nati straordinari «assoli» di una donna depressa che si tira su per i capelli o del ballo primitivo di un uomo giunto in cima alla montagna.</p>
<p>Pina ha inventato un linguaggio nuovo. Espressività totale di braccia e piedi, salti di leggerezza assoluta, tecnica perfetta. Danza ma anche teatro, sceneggiature, pianti e parole. Un nuovo vocabolario aperto e globale che fa capire che «abitare» il corpo è anche un fatto mentale ed esprimersi con la danza rende più umani. Se l’umanità tutta ballasse di più, ci sarebbero sicuramente meno guerre e conflitti. Vedere questo capolavoro è un po’ riscoprire una danza interna, universale. Come diceva Pina stessa « Balliamo, balliamo, altrimenti siamo perduti ».</p>
<p>16oct11 @Agenzia Radicale</p>
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